8 marzo: tra convenzione, ricorrenza e l’importanza dell’educazione

8 marzo: tra convenzione, ricorrenza e l’importanza dell’educazione

L’8 marzo rappresenta un’occasione per riflettere sul vero significato di questa data. La tavola rotonda sui diritti delle donne e la loro importanza nel tessuto sociale ed economico può e deve comprendere non solo gli adulti ma anche e soprattutto i ragazzi. Attraverso eventi e iniziative a favore delle donne, FARE X BENE si impegna per diffondere consapevolezza sui temi del gender gap, della violenza e della discriminazione di genere, a partire dalle scuole.

 

Molte sono le versioni, dalle più fantasiose a quelle più credibili e veritiere, sulle motivazioni inerenti all’istituzione della ricorrenza dell’8 marzo. Una di queste è riconducibile al 16 dicembre 1977: con la risoluzione 32/142, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite propose a ogni Paese, nel rispetto delle tradizioni storiche e dei costumi locali, di dedicare un giorno dell’anno alla Giornata delle Nazioni Unite per i Diritti delle Donne e per la Pace Internazionale (United Nations Day for Women’s Rights and International Peace).

Adottando questa risoluzione, l’Assemblea riconobbe il ruolo centrale della donna nel tessuto socioeconomico, i suoi sforzi di mediazione e pace nell’intera storia dell’umanità e l’urgenza di porre fine a ogni forma di discriminazione e violenza nei suoi confronti, aumentando però anche gli appoggi a una piena e paritaria partecipazione delle donne alla vita civile e sociale del loro Paese.

L’8 marzo, quindi, Giornata che già veniva celebrata in diversi paesi, fu scelta come la data ufficiale da molte nazioni, compresa l’Italia.

 

“Il Petalo Bianco”: il nostro impegno per le donne

Anche noi di FARE X BENE organizziamo ogni anno eventi, percorsi e attività per promuovere la sensibilizzazione su questi temi. L’evento di quest’anno si terrà – con la partecipazione straordinaria di Roberta Bruzzonepresso il negozio “Coin” di Via Cola di Rienzo a Roma e rappresenterà l’occasione per rendere noti i dati dell’attività dei nostri sportelli antiviolenza Il Petalo Bianco, aperti per la prima volta all’interno di un department store proprio l’8 marzo 2022. Si tratta di sportelli di supporto psicologico gratuito, realizzati all’interno dei punti vendita Coin di Piazza V Giornate a Milano e di Catania, per le ragazze e le donne vittime di discriminazioni, abusi e violenze. Un luogo fisico, concreto e riservato, realizzato in un contesto “insospettabile”, dove recarsi liberamente e senza rischi, e usufruire gratuitamente – anche in collegamento da remoto – della competenza professionale del team di psicologi e legali di FARE X BENE.

Le donne, intrappolate in relazioni violente, spesso si trovano costrette ad escogitare trucchi ed escamotage per ricevere assistenza, come quello diffusosi sui social durante la pandemia che consisteva nel telefonare al numero antiviolenza 1522 fingendo, per non destare sospetti, di ordinare una pizza. Durante il primo anno di vita de “Il Petalo Bianco”, sono state circa 80 le ragazze e le donne che si sono rivolte agli sportelli: storie e vissuti di violenza da tutta Italia, causate per lo più da situazioni familiari complesse, molto spesso di violenza domestica, psicologica e di tipo economico. Purtroppo, sono state numerose le ragazze minorenni, vittime delle nuove modalità di cyberbullismo di genere, come il revenge porn. Molte di loro, grazie al primo colloquio, hanno trovato il coraggio di continuare gli incontri, ricevendo anche consulenza legale, per poi essere invitate a rivolgersi ai centri specializzati sul proprio territorio di appartenenza.

 

Educazione e sensibilizzazione: perché ce n’è bisogno?

Per dare maggior forza e concretezza alla battaglia contro ogni forma di violenza di genere, FARE X BENE ha compreso, oltre dieci anni fa, come fosse fondamentale realizzare contestualmente percorsi di sensibilizzazione, prevenzione ed educazione contro ogni forma di stereotipo e discriminazione di genere e sull’empowerment femminile.

Ciò che emerge, infatti, da diversi report e ricerche, è che le donne italiane sul mercato del lavoro sono ancora svantaggiate: per esempio, nel nostro Paese, c’è un importante “gender gap” e secondo i dati Eurostat, nel 2019, quindi prima della pandemia, solo una donna su due, tra i 20 e i 64 anni, era occupata. L’Italia spicca in negativo anche per la proporzione di Neet (acronimo per “Not in Employment, not in Education or in Training”: cioè coloro che non lavorano e non studiano) sul totale dei giovani: la media europea è del 17,6%, mentre quella italiana – la più alta d’Europa – sale al 29,4%. Nel nostro Paese lo è un ragazzo su cinque (20,2%), una ragazza ogni quattro con meno di 30 anni e la metà delle donne tra i 25 e i 64 anni con due o più figli (24,3%). Inoltre, le donne, anche se laureate, hanno sempre maggiori probabilità rispetto ai loro coetanei di diventare Neet, soprattutto le giovani madri tra i 24 e i 29 anni che rimangono a lungo fuori dal mercato del lavoro.

Le ragioni sono molte e legate a convenzioni, stereotipi, tradizioni e pressioni sociali, che deputano la donna alla cura della famiglia e all’orientamento verso lavori non legati alle materie scientifiche e tecnologiche, ma anche a condizioni contrattuali e retributive che a parità di mansione, in molti settori, le portano a guadagnare meno degli uomini (gli ultimi dati Inps indicano anche una differenza del 20%).

Un altro dato allarmante è che mentre tra gli uomini, con l’avanzare dell’età, il fenomeno Neet tende a scendere, per quanto riguarda le donne tende invece ad aumentare, tanto che gli esperti Eurostat ritengono che questa tendenza sia direttamente collegata alla maternità, che spesso costringe le donne a rinunciare alla propria carriera per occuparsi della cura dei figli e della famiglia.

 

La scuola: un terreno fertile da cui partire

Le condizioni sociali delle donne, i fenomeni di discriminazione e violenza di genere e l’educazione alle relazioni sentimentali rispettose sono temi ampiamente trattati nei nostri percorsi multidisciplinari dedicati alle scuole. È fondamentale, infatti, soprattutto in questo momento storico, formare e informare ragazzi e ragazze sui condizionamenti generati da stereotipi e pregiudizi: spiegare loro quanto sia importante l’orientamento scolastico per le scelte lavorative, spronandoli a non limitare il proprio percorso e a seguire ambizioni e aspirazioni, indipendentemente dal proprio genere. Parlare a studenti e studentesse di tutta Italia di diritti e doveri, di rispetto di sé e degli altri, di amore paritario e condiviso, è una sfida che il gruppo di professionisti competenti che collaborano con FARE X BENE (psicologi, insegnanti, magistrati, avvocati, forze dell’ordine) ha raccolto anni fa e che porta avanti con bravura e successo.

Entrando nelle scuole, indipendentemente dal loro ordine e grado, ecco ogni volta centinaia di volti nuovi, sguardi curiosi e divisi tra l’eccitazione per la sospensione della regolare attività scolastica e l’iniziale diffidenza nei confronti di ciò che non si conosce. Poi, però, si comincia a parlare, a “diventare” persone con le quali gli studenti comprendono di potersi raccontare, affidare e condividere il proprio vissuto e l’atmosfera cambia: interazione, curiosità, domande e voglia di capire, in particolare dopo questi due anni di pandemia e distanziamento sociale. Che emozione vedere la loro partecipazione e la loro crescente riflessione sul tema del rispetto a partire da episodi quotidiani, la consapevolezza di un’uguaglianza di genere e di realizzazione delle proprie aspirazioni, indipendentemente dalle loro “differenze”, dall’estrazione sociale e dall’essere uomo o donna, riconoscendo in esse una fonte di arricchimento reciproco

Alla fine degli incontri chiediamo spesso a studenti e studentesse di esprimere i loro pensieri scritti su post-it colorati, “reali” quando in presenza e “virtuali” quando online: messaggi di valori che ci onoriamo di poter condividere con voi. Perché la semplicità di questi concetti ci riporta diritti alla forza dell’uguaglianza e del rispetto dell’altro, chiunque esso sia, chiunque io sia, ogni giorno dell’anno.

È stata un’esperienza unica e ho capito che le donne devono farsi rispettare
Anika

Penso che quell’incontro mi abbia fatto capire più di ogni altra cosa al mondo, quanto la donna è forte. La donna è tutto, siamo così fragili e forti allo stesso tempo. Siamo un bene da costudire tutto l’anno non solo l’otto marzo.”
Marta

È stata una bellissima esperienza e ho capito che le donne vanno protette e rispettate
Simone

Da quest’esperienza ho capito che essere donna richiede coraggio e una forza straordinaria, che una donna è in grado di fare il possibile e l’impossibile, che dopo essere caduta è in grado di rialzarsi ancora più forte di prima, che una donna merita di essere amata e rispettata ogni giorno di più e non solo l’otto marzo.”
Sonia

Siamo nel 2021 ma la vita della donna non è ancora facile, soprattutto in ambito lavorativo e nel conciliare la famiglia e i sogni, come ci hanno raccontato quelli di FARE X BENE. Inoltre, viviamo in una società maschilista che considera tuttora la donna come un oggetto. Ciononostante, non dobbiamo smettere di sognare e lottare in ciò in cui crediamo.”
Sarah

Pensieri dei più giovani per il futuro degli adulti da costruire insieme, oltre ogni retorica e pregiudizio, non solo l’8 marzo!

 

Giusy Laganà
Insegnante, formatrice e Direttore Generale di FARE X BENE

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