Italiani e mobilità green: nel 2021 boom di sharing mobility

Italiani e mobilità green: nel 2021 boom di sharing mobility

Nel 2021 i servizi di sharing mobility in Italia hanno superato i cinque milioni e mezzo di iscrizioni: a rivelarlo sono i dati raccolti dall’Osservatorio Nazionale della Sharing Mobility. Scooter, biciclette, monopattini e automobili: la tendenza degli italiani a condividere mezzi di trasporto ecologici non si arresta.

 

A novembre 2021 l’Osservatorio Nazionale sulla Sharing Mobility ha presentato una serie di dati che testimoniano la predisposizione degli italiani alla condivisione dei mezzi di trasporto, soprattutto quelli ecologici come i monopattini elettrici e le biciclette. L’Osservatorio è stato lanciato nel 2015 dal Ministero della Transizione Ecologia e dal Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile, insieme alla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, con l’obiettivo di creare una piattaforma di collaborazione per analizzare e promuovere il fenomeno della sharing mobility in Italia.

Nel 5° Rapporto nazionale sulla Sharing Mobility1 emerge lo spaccato di un settore che non solo è stato in grado di reggere alla pandemia, ma anche di crescere a ritmi sostenuti – tanto da arrivare a superare i numeri registrati nel 2019, quando la diffusione della mobilità condivisa aveva raggiunto livelli da record.

Scopriamo insieme quali sono le principali evidenze emerse dal Rapporto e che futuro si preannuncia per il settore.

 

La sharing mobility nel 2021 tra pandemia e boom dei monopattini elettici

Gli italiani non rinunciano a girare per le principali città in sella a uno scooter, una bicicletta o un monopattino: l’importante è che siano elettrici. I servizi di sharing mobility più utilizzati al momento, infatti, offrono mezzi di trasporto condivisi 100% elettrici; in questo modo, le nostre città compiono importanti passi avanti verso la mobilità sostenibile.

La sharing mobility torna a crescere dopo l’arresto subìto a causa della pandemia e nel 2021 supera livelli mai raggiunti in precedenza. Nel 2020, infatti, a causa delle restrizioni alla mobilità e alla chiusura di uffici e attività commerciali, il settore aveva registrato un calo del 22% rispetto al 2019, con un numero di noleggi totali che si attestava sui 21,8 milioni.

A essere penalizzato è stato, soprattutto, il servizio di carsharing che nel 2020, rispetto all’anno precedente, fa segnare un – 48% di noleggi totali. arrivando a quota 6,4 milioni. Un calo solo in parte attenuato dall’incremento della durata e delle percorrenze: oggi gli italiani si dimostrano più inclini al noleggio giornaliero rispetto a quello orario. Lo scootersharing ha retto meglio l’impatto della pandemia, registrando un calo dei noleggi del 25% per un totale di 2,2 milioni di scooter noleggiati.

Anche il bikesharing ne ha risentito: le biciclette noleggiate nel 2020 sono state 5,7 milioni con un calo del 55% rispetto al 2019. A pesare è stato anche lo stravolgimento del mercato e la concorrenza alle bici fatta dai monopattini elettrici che sono i veri vincitori.

Nel 2020 si registrano 7,4 milioni di noleggi di monopattini per un totale di 14,4 milioni di chilometri percorsi. Rispetto al 2019, nel 2020 è aumentata la durata (12,1 minuti) nell’utilizzo di questi mezzi di trasporto che hanno letteralmente invaso le nostre città. I monopattini abbassano ancora il peso del veicolo medio in flotta, passato da 400 kg a 120 kg, e spingono al 90% la quota di veicoli di micromobilità (monopattini, biciclette, scooter) sul totale. Gli italiani, infatti, preferiscono noleggiare mezzi di trasporto facili da parcheggiare e che permettono di muoversi agevolmente per la città senza subire le conseguenze del traffico.

 

La mappa dell’offerta dei servizi di Sharing Mobility nella Penisola

Nel 2021 si sono registrate 5.600.000 iscrizioni ai 158 servizi di sharing attivi in 49 città, con una concentrazione maggiore nelle grandi metropoli del Nord e Centro Italia. Le uniche città in cui sono presenti tutte e quattro le tipologie di servizi di mobility sharing sono infatti Milano, Roma, Torino e Firenze.

Ad oggi sono all’incirca 15 milioni gli italiani che hanno la possibilità di accedere a servizi di mobilità condivisa nella loro città di residenza. I veicoli disponibili sono in tutto circa 90.000 e comprendono auto, scooter, bici e monopattini. Tuttavia, più della metà dei capoluoghi italiani non dispone ancora di un servizio di sharing mobility. A pesare è soprattutto il divario geografico: sono 26 le città del Nord coperte da almeno un servizio, mentre scendono a 10 al Centro e si fermano a 13 al Sud.

Al primo posto c’è Milano con numeri da record in quanto a percorrenze, numero di veicoli e noleggi, soprattutto di mezzi a due ruote. A seguire Roma, dove a farla da padrone sono bici e monopattini con un aumento del numero di mezzi di mobilità condivisa a disposizione dei cittadini. Subito dopo c’è Torino, seguita da Bologna, Firenze, Bari e Genova. Tra le città più grandi a rimanere indietro è Napoli che ha all’attivo un solo servizio di carsharing.

 

Quale sarà il futuro della mobilità condivisa e sostenibile?

A giudicare dalla panoramica attuale, il tema della condivisione dei mezzi di trasporto sarà centrale nei prossimi anni. La vera sfida consisterà nell’attenuazione del divario geografico e nel raggiungimento delle città di dimensioni più piccole dove ancora non sono presenti servizi di sharing mobility. Sicuramente a influenzare il settore sarà anche l’evolversi della situazione economica, sociale e sanitaria del Paese. Non c’è dubbio che le nostre abitudini siano cambiate negli ultimi due anni; resta da capire se questi cambiamenti diverranno strutturali o se ci saranno altri mutamenti che porteranno a ulteriori ripensamenti del settore della mobilità.

Quel che è certo è che l’utilizzo del monopattino elettrico sta portando le città interessate a ridisegnare il proprio assetto urbano, favorendo parallelamente la transizione verso una mobilità più sostenibile ed ecologica. I cittadini italiani sono sempre più interessati a trovare nuove soluzioni per muoversi all’interno della propria città in modo agevole, rapido e con il minimo impatto sia a livello economico che ambientale.

 

 

 

Fonti:

1) Rapporto nazionale sulla Sharing Mobility a cura della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, Novembre 2021.

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