Il miglior garante della privacy sei tu

Il miglior garante della privacy sei tu

In occasione della 16ª Giornata Europea della Protezione dei Dati Personali, scopriamo quali sono gli strumenti a nostra disposizione per attivare le difese immunitarie digitali e insegnare ai nostri figli un uso corretto e sicuro della rete.

 

Il 28 gennaio si celebrerà la 16ª Giornata Europea della Protezione dei Dati Personali. La prima edizione, che ha avuto luogo nel 2007, aveva come focus i giovani, perché già allora si comprendeva quanto l’uso illecito dei loro dati personali risultasse più “semplice”, sia perché maggiormente inconsapevoli, sia perché all’epoca i primi videofonini erano pressoché sconosciuti al mondo degli adulti. In quell’occasione, ci piace ricordarlo, fu il compianto David Sassoli a moderare i lavori della giornata: era già un passo avanti!

Nel 2009, la terza edizione andò dritta al sodo titolandosi “Social Network: attenzione a non cadere nella rete. Facebook era già consacrata come piattaforma di punta insieme a MySpace, Tumblr era appena nata ma era ormai chiaro come le piattaforme social stessero operando profilature estremamente dettagliate delle proprie utenze, spesso in maniera occulta – o quantomeno dichiarata in modo poco trasparente nelle policy.

I cookie, diventati famosi nell’ultima decade, grazie soprattutto ad una legge specifica del 2011, fecero capolino già nel 1994 quando Netscape li usava per “ricordarsi” degli utenti che avevano utilizzato in precedenza la piattaforma, diventando nel tempo sempre più articolati nel tracciare ogni azione svolta dagli utenti su siti web e piattaforme.

Il termine algoritmo, poi, è la parola chiave dell’ultimo decennio grazie alle piattaforme che, attraverso l’intelligenza artificiale, studiano in modo sempre più invasivo le preferenze degli utenti e ogni azione da loro compiute sulle stesse. Vi sarà già capitato di parlare di mete turistiche, brand o diete e nel giro di poche ore ricevere e-mail o inserzioni pubblicitarie proprio su queste tematiche? Ma, quindi, è vero che le piattaforme ci ascoltano? È un messaggio chiaro ed esplicito che finalmente il Garante della Privacy ha voluto stigmatizzare con un video sul tema pubblicato sul proprio sito (vedi qui): scaricando un’applicazione che richiede l’attivazione del microfono sul nostro device, dobbiamo essere consapevoli che, una volta che quell’applicazione è aperta, ci potrebbe ascoltare.

 

Quali sono gli strumenti che ci aiutano a tutelare la nostra privacy?

Ebbene, in virtù di quanto detto finora, dobbiamo comprendere quanto sia fondamentale che gli utenti della rete, soprattutto quelli minorenni, siano educati, sensibilizzati e resi consapevoli degli strumenti messi a loro disposizione per attivare le difese immunitarie digitali.

Ecco qualche consiglio!

 

Accettare solo i cookies indispensabili

A proposito dei cookies sul web, oggi con la normativa più recente si è vista l’introduzione di nuove prassi che prevedono la scelta e accettazione dei differenti cookie: facciamone buon uso scegliendo solo i cookie tecnici, ossia quelli necessari per far funzionare il sito o la piattaforma da noi scelta. Facendo questo, in pochi secondi possiamo garantire maggior privacy.

 

Le impostazioni privacy sui social network

Ogni piattaforma social ha un’apposita area in cui è possibile definire il livello di privacy, ossia quanto la piattaforma può sapere di noi e quanto gli altri utenti possono, a loro volta, conoscere accedendo ai nostri contenuti e interagendo con noi. Anche in questo caso, proteggere noi stessi e i nostri figli, nipoti e minori in generale, è più semplice di quanto si possa pensare. Per farlo bisogna sicuramente spendere qualche minuto, ma ne varrà la pena.

 

Modificare le autorizzazioni delle applicazioni

Se attiviamo la condivisione del microfono ricordiamoci però che potremo essere ascoltati fino a quando non chiuderemo la piattaforma in questione, al termine del suo utilizzo. Ogni nostra parola potrà, dunque, contribuire alla nostra profilatura, così come la geolocalizzazione, un altro strumento che completa l’azione di “ascolto” della piattaforma, e che dovremmo quindi scegliere di tenere attiva solo nelle applicazioni per cui è indispensabile.

 

Cybersecurity e i rischi della rete

Facciamo grande attenzione a non incorrere e prevenire ogni forma di interazione negativa o non voluta, dal phishing allo spam. Si tratta del ricevimento di e-mail subdole ma all’apparenza attendibili che millantano vantaggi o rischi per i quali è necessario cliccare su un link o un pulsante. Cliccando, anche quando all’apparenza non succede nulla, possono essere installati sui nostri device dei “bot” (software o intelligenze artificiali) che di nascosto monitorano le nostre azioni inviando ai malintenzionati informazioni personali e riservate che ci riguardano.

 

Il consiglio di FARE X BENE

Noi di FARE X BENE siamo grandi sostenitori dell’importanza dell’uso del web, dei social e di tutto il mondo digitale, ma a patto che questo avvenga in maniera corretta, condivisa e consapevole, azzerando i fenomeni che ogni giorno combattiamo, dai messaggi di odio e discriminazione, al cyberbullismo e stalking online.

Per saperne di più, potete andare a visitare il sito del Garante, leggere news e comunicati stampa, guardare video esplicativi e farvi un’idea di quali siano stati gli argomenti trattati nelle Giornate Europee della Protezione dei Dati Personali degli ultimi 15 anni.

Cercare e conoscere le fonti, la veridicità delle informazioni lette e approfondire gli argomenti di attualità su questi temi, risulta oggi fondamentale per comprendere e gestire la nostra privacy online e quella dei nostri figli.

Concludo con una citazione che il Garante della Privacy scrive spesso sul proprio sito:

“Ricordati che il miglior garante sei tu!”

 

Lorenzo Galimberti
Esperto di Digital Innovation e Responsabile della Comunicazione di FARE X BENE

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