I 5 luoghi della Memoria da visitare con i propri figli in Italia

I 5 luoghi della Memoria da visitare con i propri figli in Italia

Per dare un significato più profondo alla Giornata della Memoria che ricorre il 27 gennaio, è importante conoscere i luoghi simbolo dell’Olocausto. Ecco dove trascorrere una giornata all’insegna del ricordo in Italia.

 

Il 27 gennaio 2022 si celebra, come ogni anno, la Giornata Internazionale di Commemorazione in Memoria delle Vittime dell’Olocausto istituita dall’UNESCO con la Risoluzione 60/07 del 1° Novembre 2005. Nota più semplicemente come Giornata della Memoria, l’obiettivo di tale ricorrenza è rendere omaggio alle vittime dell’Olocausto e contrastare qualsiasi forma di intolleranza verso individui o gruppi di persone. Visto che, ancora oggi, assistiamo a moltissimi episodi di violenza e odio indiscriminato nei confronti di intere comunità, il ricordo del passato suona come un monito e ci porta a riflettere sulle conseguenze di tali azioni.

In occasione della Giornata della Memoria, gli Stati sono chiamati a impegnarsi nella conservazione dei luoghi simbolo della tragedia che si è consumata sul suolo europeo, come campi di sterminio, di concentramento e di lavoro forzato. È, infatti, fondamentale rafforzare la consapevolezza delle cause e delle dinamiche di tali crimini.

In quest’ottica, la tutela dei siti storici, insieme alla salvaguardia della documentazione relativa a quanto accaduto, assume un’importanza centrale, soprattutto in riferimento alle nuove generazioni. Sono, infatti, proprio i giovani che hanno la responsabilità di tramandare la conoscenza dei fatti e fare in modo che non vengano dimenticati.

Per non perdere la memoria storica di quanto accaduto, ed evitare che avvenimenti del genere possano ripetersi, è quindi importante conoscere i luoghi della Memoria.

Scopriamo quali sono i principali siti storici che è possibile visitare in Italia.

 

Il campo di prigionia nella Risiera di San Sabba a Trieste

La Risiera di San Sabba è tristemente nota per essere stata utilizzata come campo di prigionia dai nazisti. Originariamente concepito come edificio adibito alla pilatura del riso, venne trasformato in una prigione per lo smistamento dei deportati in Germania e in Polonia, ma anche per la detenzione ed eliminazione di ostaggi, partigiani, detenuti politici ed ebrei. A partire dal 1975, in seguito alla ristrutturazione a opera dell’architetto Romano Boico, ospita il Museo della Risiera di San Sabba.

 

Il campo di concentramento fascista Ferramonti di Tarsia

Il più grande campo di concentramento fascista italiano si trova in provincia di Cosenza, Calabria. Aperto alla vigilia dell’entrata in guerra dell’Italia nel 1940, è stato il primo campo di concentramento a essere liberato ed è rimasto in funzione per 5 anni. Oggi è possibile visitare il Museo della Memoria Ferramonti di Tarsia, inaugurato nel 2004 con l’intento di conservare l’identità e la memoria storica del campo di concentramento.

 

Il campo di concentramento di Fossoli

In provincia di Carpi venne costruito il campo nazionale della deportazione razziale e politica dall’Italia, da cui passarono gli ebrei catturati e destinati ai campi di concentramento. Su uno dei convogli diretto ad Auschwitz, viaggiava anche Primo Levi che racconta la sua esperienza nel libro “Se questo e un uomo” e nella poesia “Tramonto a Fossoli”. Oggi la gestione è stata affidata alla Fondazione Fossoli che ha lo scopo di diffondere la memoria storica mediante la conservazione, il recupero e la valorizzazione dell’ex campo di concentramento.

 

La Casa della Memoria di Servigliano

Nelle Marche sorge un sito unico nel suo genere, visitabile solo su prenotazione. Utilizzato sin dalla Prima Guerra mondiale e anche durante la Guerra fredda, nel periodo fascista il Campo di Prigionia di Servigliano era il luogo in cui venivano incarcerati oppositori, rifugiati, prigionieri di guerra ed ebrei. Oggi è possibile visitare la Casa della Memoria, adiacente all’ex Campo di concentramento rinominato Parco della Pace, dove è presente una mostra fotografica sulla storia del Campo.

 

La mostra virtuale “I giovani ricordano la Shoah”

Un luogo virtuale che ha lo scopo di rafforzare la coscienza civile delle nuove generazioni attraverso lo studio approfondito degli eventi legati all’Olocausto. La mostra online “I giovani ricordano la Shoah” raccoglie alcuni dei lavori elaborati dagli studenti che hanno partecipato al concorso del Ministero dell’Istruzione in collaborazione con l’UCEI, l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, a partire dal 2002. L’iniziativa si ripropone di trasmettere la consapevolezza di quanto accaduto e fare in modo che non si verifichino più episodi di questa portata. Sul sito web i giovani possono approfondire il tema delle leggi razziali, il loro impatto sulla scuola e comprendere, così, da vicino cosa è avvenuto.

 

Questi sono solo alcuni dei luoghi, fisici e non, che è possibile visitare per rendere omaggio alla Giornata della Memoria e far sì che nessuno dimentichi ciò che è accaduto. Ci sono molti altri siti che andrebbero preservati e visitati per mantenere vivo il ricordo dell’Olocausto nelle nuove generazioni. Per non dimenticare.

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