Come sarà la scuola del futuro?

Come sarà la scuola del futuro?

Il 24 gennaio si celebra la Giornata internazionale dell’educazione proclamata dall’ONU. Cogliamo l’occasione per capire quale direzione prenderà la scuola nel futuro e cosa cambierà per gli studenti.

 

La quarta Giornata Internazionale dell’Educazione, che ricorre il 24 gennaio 2022, ci porta a riflettere sull’attuale situazione della scuola nel nostro paese. L’International Day of Education è stato istituito dalla risoluzione 73/25 – approvata il 3 dicembre del 2018 dalle Nazioni Unite – per sottolineare il ruolo chiave dell’istruzione nel raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile indicati dall’Agenda 2030.

Da qui, l’invito dell’ONU a celebrare questa ricorrenza a livello globale e a promuovere iniziative in grado di garantire un’educazione inclusiva, equa e di qualità per tutti. Una missione ora più che mai importante, dato l’acuirsi di squilibri e disuguaglianze a causa della pandemia da Covid-19. Proprio quest’ultimo tema è stato al centro del Global Education Meeting 2021, organizzato a Parigi il 10 novembre 2021 dall’UNESCO.

 

Investimenti nell’educazione: la svolta del Global Education Meeting

Al Global Education Meeting 2021 è stata riconosciuta la centralità dell’istruzione per riuscire a superare le attuali sfide che il mondo sta affrontando. Solo investendo in questo settore, infatti, sarà possibile costruire un futuro migliore per le generazioni che verranno. In questa occasione è stato, quindi, rinnovato l’impegno da parte dei Paesi membri ad aumentare gli investimenti nell’ambito dell’istruzione attraverso l’adozione della Dichiarazione di Parigi per garantire, attraverso nuovi finanziamenti, un’istruzione di qualità, più inclusiva ed equa per tutti.

I governi sono ora chiamati ad assicurare il diritto alla formazione che va considerato come un bene pubblico. Questo è l’invito scaturito dalla relazione “Reimagining our Futures Together. A new social contract for education” della Commissione Internazionale per il Futuro dell’Istruzione, che propone un nuovo contratto sociale per l’educazione basato su diritti umani, giustizia sociale, non discriminazione e diversità culturale.

 

Come gli studenti sognano la scuola: il rapporto di Legambiente

A chiedere maggiori investimenti e un rinnovamento del sistema scolastico sono ovviamente anche coloro che in questo momento stanno scrivendo il loro futuro tra i banchi di scuola. Come gli studenti si immaginano la scuola dei sogni? A scoprirlo è stata l’associazione ambientalista Legambiente che ha sottoposto a più duemila studenti, di età compresa tra gli 11 e i 19 anni, il questionario denominato “La scuola del futuro” in cui vengono affrontate questioni centrali per il mondo della scuola.

La mobilità è in cima alla lista delle priorità e, in particolare, la maggior parte degli intervistati chiede:

  • un miglioramento del trasporto pubblico (53,8%);
  • maggiore sicurezza nell’accesso a scuola (45,7%);
  • più piste ciclabili (21,8%).

Che gli studenti abbiano a cuore la sostenibilità è dimostrato anche dalla richiesta di dotare le scuole di erogatori dell’acqua per abbattere l’uso della plastica (45%) e di raccoglitori per la differenziata (29%). Uno studente su due chiede, inoltre, spazi verdi per fare sport e svolgere attività ricreative, ma anche spazi adibiti ad attività culturali: il 24,8% sogna una biblioteca e il 18,7% un auditorium. Infine, quanto alla vivibilità degli edifici scolastici, più del 40% dei ragazzi dichiara che la tecnologia al momento disponibile non è adeguata e chiede un ammodernamento delle aule.

 

Come sarà la scuola del futuro? Gli investimenti del PNRR

Fortunatamente, i desideri espressi dai giovani non rimarranno inascoltati perché con il PNRR l’Italia si impegna a creare un nuovo sistema educativo con al centro i giovani, capace di garantire loro il diritto allo studio, ma anche le competenze digitali e le capacità necessarie a cogliere le sfide del futuro.

Grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), nei prossimi anni l’Italia investirà 17,59 miliardi di euro per riformare il sistema scolastico. Tra gli interventi destinati ad asili nido e scuole1, c’è la costruzione e riqualificazione degli edifici per migliorare l’offerta educativa della prima infanzia. È previsto perciò un adeguamento delle mense e delle palestre, l’estensione del tempo pieno e la messa in sicurezza degli ambienti scolastici. L’investimento sugli asili nido di 2,4 miliardi mira a ridurre la differenza di offerta rispetto ai Paesi europei. La recente Legge di Bilancio2 è intervenuta stabilendo che in ogni comune italiano debbano esserci almeno 33 posti negli asili nido per ogni 100 bambini residenti.

Gli investimenti intervengono anche sulle disomogeneità presenti nel Paese e mirano a contenere i divari territoriali: Nord-Sud, centro e periferia, aree interne e aree metropolitane. Per quanto riguarda la scuola 4.0, verranno messi in atto interventi in grado di dare vita a scuole moderne, cablate e orientate all’innovazione, dotate di reti ultraveloci, aule e laboratori di nuova concezione. Sono previste, quindi, dotazioni innovative e personale formato per una valorizzazione delle tecnologie disponibili.

 

A ben vedere nei prossimi anni la scuola italiana è destinata a rinnovarsi per rispondere alle esigenze dei giovani di oggi diventando più equa e inclusiva così da assicurare a tutti il diritto all’istruzione.

 

 

 

Fonti

  1. Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, Missione 4 “Istruzione e Ricerca”
  2. Legge n. 234 del 30 dicembre 2021

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