I film da guardare aspettando l’anno nuovo

I film da guardare aspettando l’anno nuovo

Quale miglior occasione, se non quella delle vacanze, per passare un po’ di tempo a casa e recuperare i film più belli che hanno segnato il 2021?

 

Il 28 dicembre del 1895, i fratelli Lumière proiettarono al “Salon Indien” del Grand Café di Parigi una decina di film composti da semplici scene di vita a inquadratura fissa e senza una trama, per una durata totale di 25 minuti. Questo fu il momento in cui ebbe inizio il cinema.

Una sala buia, la platea piena di sconosciuti, la magia di un’immagine in movimento sul grande schermo. 126 anni dopo, celebriamo l’anniversario della nascita del cinema con un po’ di malinconia: al posto di un film proiettato nella sala cinematografica, gli italiani preferiscono sempre più la modalità di fruizione in  video streaming (un trend che è andato via via confermandosi anche a causa della pandemia da COVID-19).

In queste vacanze di Natale quindi, perché non festeggiare la settima arte? Ecco una piccola selezione di film riconosciuti come alcuni dei più belli dell’anno corrente. Storie d’ispirazione, che stimolano la riflessione e portano attenzione attorno a tematiche quanto mai attuali, per iniziare l’anno nuovo con i migliori propositi.

 

The Father – Nulla è come sembra

Come fare ad avvicinarsi a ciò che vive ogni giorno chi soffre del morbo di Alzheimer? Tratto da una pièce teatrale del 2012, The Father è un dramma diretto da Florian Zeller che indaga una situazione emotiva per niente atipica. È la storia di Anthony – interpretato da Sir Anthony Hopkins – un uomo anziano malato di Alzheimer che ne affronta i sintomi: smarrimento, confusione, sbalzi d’umore, deformazione della realtà; tutto ciò senza consapevolezza alcuna della malattia e del suo progredire, rifiutando l’aiuto della figlia Anne, preoccupata e avvilita nel vedere il padre perdere lucidità.

Anthony è una persona che sta subendo la peggiore delle ingiustizie: perdere la propria memoria e quindi la propria identità. Esistere smettendo di essere. Anche per chi deve stare a guardare, come la figlia Anne, il dolore non è da meno, costretta a piangere la perdita di un padre ancora in vita.

 

Minari

Minari è la storia di una famiglia coreana che vive nell’America degli anni Ottanta. Dalla California, gli Yi si trasferiscono nel rurale Arkansas per inseguire il sogno del capofamiglia: creare una propria fattoria per coltivare verdure coreane. Un sogno che rende scettica la moglie, preoccupata per i sacrifici e l’isolamento a cui verranno costretti anche i loro figli. La solitudine però viene mitigata dall’arrivo dalla Corea della madre, che irrompe nella quotidianità del piccolo di casa con i suoi modi di fare insoliti. Lasciandosi alle spalle il suo Paese, la nonna ha portato con sé dei semi di minari, un’erba coreana in grado di crescere ovunque la si pianti. Una metafora poetica di quello che gli Yi – e milioni di altre famiglie prima e dopo di loro – cercano di fare in un pezzo di terra che chiamano Casa.

Lee Isaac Chung ha realizzato un film molto intimo e personale partendo da una storia solo all’apparenza semplice, ma in realtà capace di raccontare la ricchezza culturale e la potenza della diversità e come queste siano il concime che ha permesso agli Stati Uniti di germogliare.

 

The French Dispatch

The French Dispatch of the Liberty, Kansas Evening Sun è la nuova commedia di Wes Anderson, regista visionario che ha già regalato diverse pellicole degne di nota. Con un cast d’eccezione, uscito da poco nelle sale italiane, è attualmente in programmazione.

Una trama intricata che ruota attorno alla redazione del giornale “The French Dispatch” che ha sede nella città francese immaginaria di Ennui-sur-Blasé e racconta con uno stile fuori dalle righe diversi fatti di cronaca. Chi vuole godere di una commedia fuori dagli schemi e tornare a popolare le sale cinematografiche, non può farsi sfuggire l’omaggio di Wes Anderson al giornalismo che fu.

 

Open Arms – La legge del mare

Pellicola spagnola che racconta la vera storia di Oscar Camps, fondatore di Open Arms, l’Ong che in sei anni di attività ha soccorso nel Mediterraneo oltre 60.000 persone. Un film crudo e realistico che ripercorre, passo dopo passo, la storia della Ong, nata nell’autunno del 2015 quando giunse la notizia dell’annegamento di un bambino siriano di nome Alan Kurdi. La foto agghiacciante del bambino convinse Oscar a partire per Lesbo con l’intento di aiutare le migliaia di persone che arrivavano su imbarcazioni precarie.

Un film da vedere per capire meglio il mondo in cui viviamo e rendersi conto delle difficoltà che affronta ogni giorno chi si impegna per salvare vite umane. Il film di Marcel Barrena uscirà presto nelle sale italiane, perciò al momento non è ancora disponibile sulle piattaforme di video streaming.

 

È stata la mano di Dio

Dichiaratamente felliniano, onirico, visionario, ma contenuto al tempo stesso, È stata la mano di Dio è un film in cui Paolo Sorrentino fa i conti col passato davanti al suo pubblico: la morte dei genitori, il passaggio tra adolescenza e età adulta forzatamente frettoloso, le contraddizioni di una vita che riserva cinismo, disillusioni e cattiverie da curare coltivando con perseveranza i propri sogni.

Per fortuna c’è Maradona. Maradona per Fabio, l’alter ego sorrentiniano nel film, è l’antidoto a tutto. L’illusione di una vita da sogno. Il cinema è evasione, ma la vita è realtà, e la realtà è scadente: lo diceva Fellini.

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