Sono i “Nipoti di Babbo Natale” a rendere felici i più anziani nelle RSA

Sono i “Nipoti di Babbo Natale” a rendere felici i più anziani nelle RSA

Il progetto “Nipoti di Babbo Natale” torna anche quest’anno per far felici gli anziani che vivono nelle case di cura, spesso in condizioni di solitudine e marginalità con conseguenze anche sulla salute mentale.

 

La maggior parte delle persone trascorrono il periodo delle feste natalizie in compagnia di parenti e amici, ma purtroppo non tutti hanno questa fortuna. Parliamo, nello specifico, di molti anziani ospiti delle RSA (Residenze Sanitarie Assistite). Per fortuna, a portare loro un po’ di gioia ci pensa ormai da quattro anni l’associazione “Un sorriso in più“.

Aderendo all’iniziativa natalizia benefica Nipoti di Babbo Natale”, è infatti possibile fare dei regali agli anziani che possono così partecipare allo spirito del Natale e gioire nel ricevere un dono. Non solo anziani: l’obiettivo dell’associazione è di rendere felici tutte le persone sole, anche quando si tratta di bambini o adulti.

 

Gli anziani nelle RSA: qual è la situazione in Italia

Cosa sono le RSA e dove si trovano? Le Residenze Sanitarie Assistite sono degli istituti di ricovero, pubblici o privati, per pazienti che non possono essere soccorsi a domicilio, ma hanno bisogno di cure e assistenza continua per via di determinate patologie o per mancanza di autonomia. Stando a quanto riportato dal GNPL National Register, le RSA italiane si troverebbero in prevalenza nelle regioni del Nord e in misura minore nelle Isole, al Centro e al Sud1.

In Italia, l’offerta di posti letto nelle RSA è di circa 19 ogni mille abitanti2: si tratta di numeri molto al di sotto della media dei paesi dell’Ocse dove sono disponibili circa 50 posti letto ogni mille abitanti.

Quali sono le esigenze di chi si trova in RSA? Dalle analisi condotte dall’Osservatorio RSA, è emerso come gli ospiti delle RSA che hanno bisogno di assistenza per alimentarsi siano aumentati di circa 6 punti percentuali nel 2019 rispetto al 2016, arrivando a rappresentare il 34,07% del totale 3. Ciò è dovuto probabilmente anche alla crescita dell’età media, salita quasi fino a 86 anni.

 

La solitudine degli anziani e le ripercussioni sulla salute mentale

Negli ultimi mesi le RSA sono state al centro del dibattito per via della diffusione del Covid-19 al loro interno e dell’aumento dei contagiati tra persone con sistemi immunitari deboli e incapaci di reagire al virus. Per questo sono state adottate misure straordinarie che hanno portato a limitare, quando non precludere del tutto, le visite ai residenti nelle case di cura.

Secondo l’ISTAT, inoltre, un ultrasettantacinquenne su tre4 non ha nessuno a cui rivolgersi in caso di bisogno. La solitudine è quindi un importante fattore di rischio per la popolazione anziana. L’isolamento sociale e affettivo può avere effetti sulla salute mentale, con il rischio di sviluppare sintomi quali depressione e ansia. Secondo una ricerca pubblicata su The Lancet, esisterebbe infatti un collegamento diretto tra disturbi affettivi e isolamento5, che aumenterebbero di pari passo. I primi possono creare un distacco della persona nei confronti della società, aggravando i disturbi affettivi e accrescendo la sensazione di ansia.

Per aiutare gli anziani a uscire dall’isolamento e sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tema, a partire dal 2018 è stata indetta la Giornata Nazionale contro la Solitudine degli Anziani su proposta dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria (AIP), con ricorrenza il 15 novembre di ogni anno.

 

Il progetto “Nipoti di Babbo Natale” a supporto degli anziani

La felicità di ricevere e scartare i regali nel periodo natalizio accomuna tutti, giovani e anziani. Grazie all’iniziativa “Nipoti di Babbo Natale” l’anno scorso sono stati regalati 5.893 pacchi ai residenti di 228 case di riposo presenti in tutta Italia6.

Anche quest’anno la Onlus “Un sorriso in più” si prefigge di raggiungere il medesimo obiettivo e per questo ha raccolto sul portale dedicato una lista dei desideri con l’indicazione di chi l’ha espresso, di dove si trova e di quale investimento occorre per esaudirlo. Per far felice qualcuno e far sentire la propria vicinanza basta quindi andare sul sito e scegliere cosa donare e a chi, inserendo un augurio personalizzato.

Al momento della consegna del regalo, il donatore e l’ospite della RSA hanno poi la possibilità di incontrarsi, dal vivo o in videochiamata, per trascorrere del tempo insieme e farsi compagnia, abbattendo così la barriera dell’isolamento.

 

Dimostrarsi solidali nei confronti degli anziani e potare loro un po’ di felicità è semplice: basta aderire a questa e a tante altre iniziative che hanno a cuore il benessere delle persone per farli diventare parte attiva della società.

 

Fonti:

  1. Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale (GNPL)
  2. Studio condotto dall’Osservatorio Rsa dell’Università Cattaneo di Castellanza, 2019.
  3. ibidem
  4. Rapporto ISTAT 2018.
  5. Social disconnectedness, perceived isolation, and symptoms of depression and anxiety among older Americans (NSHAP): a longitudinal mediation analysis”,Santini Z., Jose P., Cornwell E. 2020
  6. Dati Edizione 2020

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