Giornata Mondiale dell’Osteoporosi, le iniziative in Italia

Giornata Mondiale dell’Osteoporosi, le iniziative in Italia

Il 20 ottobre è la Giornata Mondiale dell’Osteoporosi. Per l’occasione sono state organizzate iniziative in tutta Italia, come il progetto sulla prevenzione di BNP Paribas Cardif in collaborazione con la startup M2Test.

 

Come ogni anno, il 20 ottobre ricorre la Giornata Mondiale dell’Osteoporosi, un problema sanitario spesso sottovalutato dall’opinione pubblica e dalle istituzioni. Questa occasione, alla luce della pandemia, assume un significato e un valore ancora più profondo: il Covid-19 e l’emergenza sanitaria hanno reso la situazione legata ai rischi e alle conseguenze dell’osteoporosi ancora più grave, con controlli di routine sospesi – o annullati a tempo indeterminato – e terapie interrotte.

FIRMO, Fondazione Italiana Ricerca sulle Malattia dell’Osso, si occuperà di organizzare gli eventi che si terranno in giro per l’Italia. Anche Fondazione Onda (l’osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere), in occasione della Giornata Mondiale dell’Osteoporosi, coinvolgerà gli ospedali con i Bollini rosa in un H-Open Day, per offrire servizi gratuiti clinico-diagnostici e informativi alla popolazione femminile.

Nell’ambito della prevenzione, la diagnosi precoce gioca un ruolo strategico.

 

L’osteoporosi in Italia: una malattia silente e sottovalutata

L’osteoporosi, letteralmente “osso poroso”, è una malattia sistemica dello scheletro che rende le ossa più fragili – dall’aspetto, per l’appunto, poroso – e aumenta il rischio di frattura. All’origine dell’osteoporosi ci sono una riduzione della massa minerale ossea e un deterioramento della microarchitettura del tessuto. Sono 4 milioni le donne e gli uomini che convivono con l’osteoporosi in Italia, con 560.000 casi di fratture ossee da fragilità: un grave ostacolo all’invecchiamento in buona salute (dato aggiornato al 2017). Nonostante i numeri, il 75% degli anziani non riceve trattamento farmacologico alcuno in seguito ad una frattura del femore. Una lacuna terapeutica che non riguarda solo l’Italia ma anche tutta l’Europa, a riprova della scarsa importanza data alle fratture da fragilità.

In Italia si prevede che entro il 2030 l’incidenza delle fratture da fragilità aumenterà del 22,4%: è adesso, dunque, il momento giusto per attivarsi e ottimizzare i trattamenti di prevenzione della frattura.

 

Il progetto sulla prevenzione all’osteoporosi di BNP Paribas Cardif con M2Test: BES TEST

BNP Paribas Cardif presenta, in occasione della Giornata Mondiale dell’Osteoporosi, un progetto sulla prevenzione in collaborazione con la startup M2Test, realtà finalista di Open-F@b Call4Ideas 2018 e vincitrice di “MIA – Miss in Action”, il primo programma di accelerazione italiano rivolto all’imprenditoria femminile. M2Test nasce con l’obiettivo di migliorare la vita delle persone attraverso la valutazione del rischio di frattura fragile, consentendo percorsi e rimedi adeguati a tenere la malattia sotto controllo.

Tutto questo avviene grazie a BES TEST (acronimo di Bone Elastic Structure Test), un test per la valutazione della qualità e dell’elasticità della struttura ossea cioè la sua capacità di reggere i carichi fino alla soglia di frattura. Il BES TEST si basa sulla simulazione dell’applicazione di forze su quella che può essere considerata una biopsia virtuale dell’architettura ossea della paziente, ottenuta da immagini radiografiche. M2TEST mira a migliorare la vita delle persone consentendo una soluzione unica, rapida e non invasiva che permette di monitorare il reale rischio di frattura ossea, utile per la diagnosi, il monitoraggio e la prevenzione delle alterazioni a livello della struttura ossea.

Il BES TEST è un dispositivo medico software, registrato nell’elenco dei dispositivi medici del Ministero della Salute, e possiede il marchio CE e la ISO 13485.

Ad oggi M2TEST ha i primi 16 Early Adopter tra studi medici privati e centri polispecialistici e conta migliaia di pazienti che hanno eseguito l’esame BES TEST. L’obiettivo è quello di diventare il nuovo strumento per la valutazione delle alterazioni ossee e del rischio di frattura a livello sanitario globale, a fianco degli strumenti ad oggi in uso ma non sufficienti per una diagnosi completa.

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