Adolescenza tra online e offline: Il ruolo dei genitori nell’era digitale

Adolescenza tra online e offline: Il ruolo dei genitori nell’era digitale

Il rapporto tra genitori e figli durante l’età adolescenziale è spesso conflittuale. Cosa succede se a complicare le cose entra in scena internet, con i problemi che derivano da un cattivo uso del mezzo? La psicologa fa il punto sulla situazione.

 

Nell’era digitale, la relazione genitori-figli è ancora più complessa e comunicare è diventato più difficile rispetto al passato, come se Internet fosse un nuovo interlocutore di cui tenere conto nelle dinamiche di rapporto.

Diventa sempre più impellente capire come il genitore, o il responsabile legale, possa oggi tutelare sé stesso e il minore a lui affidato, oltre che la loro relazione, rispettando allo stesso tempo il suo diritto alla riservatezza e la sua autonomia, specialmente nell’uso dei moderni strumenti informatici.

 

Adolescenti-utenti: collisione tra reale e virtuale

Il mondo online spesso ci assorbe e ci dissocia dalla realtà, oltre che da chi ci circonda. La vita online fornisce una gratificazione immediata che ci fa ottenere subito quello che vogliamo (dalla ricerca di notizie, alla visione di immagini che ci interessano) e ci fa divertire tramite i social network, premiandoci quando raggiungiamo nuove competenze – come accade nei videogiochi – facendoci produrre veri e propri picchi di dopamina quando vinciamo virtualmente qualcosa.

Se però questa ricerca di piacere immediato diventa eccessiva, sopraggiungono disagio e malessere, una situazione che può colpire sia gli adulti che i ragazzi. Questi ultimi, però, trovandosi in una fase di crescita e formazione, risultano più vulnerabili.

L’uso delle tecnologie influenza in maniera determinante la loro educazione, le dinamiche di relazione con i genitori e la qualità dei legami familiari. Quello a cui assistiamo è, infatti, un cambiamento importante dello stile di vita degli adolescenti, il quale non può essere ostacolato ma che, al contrario, deve essere adeguatamente supportato da famiglie ed educatori in generale.

I ragazzi devono essere guidati e seguiti in un percorso consapevole nell’utilizzo degli strumenti tecnologici, e, in particolar modo, del web. È un compito che spetta in primo luogo ai genitori, rappresentando il punto di riferimento per il minore in caso di bisogno. I bambini e i ragazzi, infatti, nelle loro stanze si connettono ad internet sempre più attraverso smartphone o console di gioco e sempre meno attraverso il pc: di conseguenza, la loro connessione diventa sempre più solitaria, con maggiori difficoltà di controllo.

Quello che un adolescente vive nel mondo online è per lui reale, in termini di vissuti, emozioni, conseguenze e responsabilità delle sue azioni. Inoltre, tutto ciò si intreccia con la vita sociale reale che in buona parte va a coincidere con quella virtuale. I pericoli, infatti, sono noti e sono sempre dietro l’angolo: cyberbullismo, scambi di foto personali, contatti con persone sconosciute, abusi online e dipendenza dai videogiochi.

Questo accade perché, quasi ogni giorno, vengono rilasciati e utilizzati dai ragazzi nuovi giochi online, chat sconosciute, filtri per la modificazione corporea, applicazioni e numerosi social network senza che i genitori possano avere il tempo di conoscerli tutti. In alcune occasioni, questo viene visto dagli adolescenti-utenti come un escamotage per raggirare il genitore mentre ingannano loro stessi.

 

Dipendenze da internet: rischi e pericoli

Sono numerosi i segnali e i sintomi che possono aiutare i genitori a capire che i loro figli sono a rischio, che hanno superato quella soglia sottile da cui è difficile poi tornare indietro, se non aiutati in modo professionale.

Lo sviluppo di dipendenze da internet da parte degli adolescenti può portare a difetti visivi, problematiche legate all’alimentazione, disturbi psichici come ansia e depressione, disturbi del comportamento come iperattività, isolamento patologico dalla realtà, modalità distorte di relazione con i genitori e in famiglia. Queste sono solo alcune delle conseguenze di un utilizzo scorretto dei nuovi strumenti di comunicazione.

Il rischio per la salute dei ragazzi avviene attraverso la manifestazione di veri e propri segnali di allarme:

  • stanchezza eccessiva
  • problemi di rendimento scolastico
  • diminuzione dell’interesse per attività sportive e per gli hobby
  • isolamento dagli amici (reali)
  • stati d’animo negativi, dovuti alla sottrazione dello strumento di connessione.

Spesso si fa fatica a mettersi nei panni dei figli e cercare di capire come e perché internet venga utilizzato in quella modalità e quantità: gli scopi e i bisogni per i quali un adolescente utilizza la rete e i suoi canali sono certamente differenti da quelli di un adulto. Inoltre, crescendo, sempre più i figli rivendicano la loro privacy e la loro autonomia comportamentale e relazionale, permettendo sempre meno ai genitori di controllare la loro vita online e di aiutarli laddove necessario.

 

Come cambia il rapporto genitori-figli nell’era digitale

In questa nostra epoca accade qualcosa di inedito e sconvolgente nel rapporto genitori-figli: il genitore è alle prese con un’esperienza nuova, proprio come il figlio. Entrambi stanno sperimentando questa nuova realtà mediata dalla tecnologica comunicativa ed esperienziale. Di conseguenza, su questo tema il genitore non occupa agli occhi del figlio una posizione “alta o superiore” e anzi, sente di non avere nulla o quasi da insegnargli rispetto a quello stesso mondo. In questo senso, spesso le due generazioni e i ruoli si avvicinano sempre più, fino a capovolgersi.

Tutto questo porta ad una forte sfiducia nelle proprie capacità genitoriali, un forte senso di frustrazione e di impotenza nel non riuscire a fare il genitore e ad esercitare il proprio ruolo educativo.

È importante, quindi, aiutare i genitori a comprendere che internet come la scuola, il parchetto o la famiglia stessa è solo uno dei tanti contesti di vita che vivono i nostri figli e nei quali possono scaturire aspetti di disagio, sofferenza e comportamenti disfunzionali.

Internet è la nuova “piazza” virtuale dove si incontrano i ragazzi e le ragazze di oggi ed è importante che questa generazione inizi a comprendere che alcune regole della vita offline valgono anche nella vita online, come ad esempio il rispetto per sé stessi e per l’altro, il concetto per il quale le azioni hanno sempre delle conseguenze e il senso di responsabilità.

Può accadere, infatti, che i genitori di oggi non si preoccupino di trasmettere delle regole chiare e condivise, tendendo invece troppo spesso ad andare incontro alle richieste dei figli senza limitarli o, di contro, che vengano, in alcune famiglie, trasmesse fin troppe regole e divieti, non supportate però dalla giusta autorevolezza creando confusione nei ragazzi.

 

Genitori di oggi: nuove strategie educative

I genitori di oggi devono essere informati, sostenuti e resi consapevoli delle possibili conseguenze. Devono sapere che possono chiedere aiuto per mettere in atto le giuste strategie educative con i loro figli, proprio e in particolare, rispetto alle modalità e ai tempi dell’utilizzo di queste nuove tecnologie, attraverso le più giuste tecniche di relazione e comunicazione.

Questi alcuni suggerimenti che potremmo dare ai genitori di oggi:

  • stabilire un diario del tempo dell’uso dei device, dei social e videogiochi, possibilmente condiviso con il figlio;
  • stabilire regole chiare di accesso: come orari, luogo della casa in cui ne avviene l’utilizzo, condivisione dei contenuti visionati e grande alleanza con altro genitore o altre figure di riferimento della vita del figlio;
  • maggiori occasioni di controllo: non avere ansia o paura di controllare e chiedere informazioni chiedere ai propri figli per esempio: “cosa stai facendo?”, “cosa guardi? Lo possiamo vedere insieme?”; “me lo spieghi?”; “mi racconti perché ti piace?”
  • incoraggiare e proporre altre attività, suggerendo di fare cose insieme o altro, con delicatezza e gentilezza;
  • avvicinarsi con curiosità a quello che i nostri figli utilizzano e a cosa si interessano, che siano videogiochi complessi o meme infantili: chiedere informazioni in maniera empatica e non giudicante;
  • dare informazioni concrete sui pericoli della rete, su cyberbullismo e sulle condotte illecite perpetrate attraverso la rete, sulle loro conseguenze e su quali sono gli strumenti ad oggi per difendersi o denunciare azioni violente.

 

L’impegno di BNP Paribas Cardif per combattere l’odio online

BNP Paribas Cardif è una realtà socialmente responsabile e attenta a tematiche come bullismo, odio online e utilizzo consapevole delle nuove tecnologie: è per questo che ha deciso di supportare la start-up a vocazione sociale Bodyguard, in collaborazione con FARE X BENE Onlus, per sviluppare “Bodyguard per le Famiglie”, un sistema di cyberprotection con cui i genitori possono proteggere i propri figli dalle forme d’odio che circolano sui social network. Guarda il video e scopri di più:

 

 

Dott.ssa Irene Simi de Burgis

Psicologa- psicoterapeuta

Comitato scientifico FARE X BENE ETS

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