SPID: cos’è e a cosa serve?

SPID: cos’è e a cosa serve?

Tra cashback di Stato e Green Pass si sente sempre più spesso parlare di SPID. Di cosa si tratta e come funziona? Quali servizi possono essere attivati grazie all’Identità Digitale?

 

Lo SPID, acronimo di Sistema Pubblico di Identità Digitale, è un sistema di autenticazione che il cittadino può attivare per accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione. Lo SPID costituisce l’identità digitale di ciascun cittadino ed è composto da uno username e una password, una coppia di credenziali personali che si attivano una volta sola e sono valide sempre per tutti i servizi pubblici. Il vantaggio è quello di poter fruire di centinaia di servizi online diversi – sanitari, fiscali, previdenziali, bonus – con una stessa modalità di accesso, senza doversi ricordare centinaia di password. Quando si parla di sicurezza digitale, la password è infatti una delle scelte fondamentali per proteggere i propri dati.

Un progetto ambizioso, sul quale l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) lavora dal 2014 e che ha debuttato nel 2016. Ad oggi, gli italiani in possesso di identità digitali sono 20 milioni e con il rilascio aumenta anche l’uso: basti pensare che solamente nei primi tre mesi del 2021 SPID è già stato utilizzato più di 100 milioni di volte, come attestato dal Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Transizione Digitale.

Un boom di richieste, almeno in parte, legate alla pandemia: SPID, infatti, ha consentito l’accesso a molteplici misure di sostegno al reddito previste prima dal Decreto Cura Italia e poi dal Decreto Rilancio. SPID, affiancato dalla carta d’identità elettronica (CIE), è la chiave per avere accesso anche, ma non solo, alle indennità INPS per lavoratori autonomi, parasubordinati e subordinati, al bonus baby-sitter, al reddito d’emergenza, al bonus vacanze fino ad arrivare al cashback di Stato tramite l’app IO.

 

Come ottenere lo SPID? Documenti e procedure

Lo SPID può essere attivato solo da chi è maggiorenne. Chi risiede in Italia, necessita inoltre di:

  • indirizzo e-mail personale
  • numero di telefono cellulare
  • documento di identità valido (a scelta tra carta d’identità, passaporto, patente)
  • tessera sanitaria con il codice fiscale (oppure il certificato di attribuzione).

Non è possibile richiedere lo SPID utilizzando il permesso di soggiorno, ma con quest’ultimo è possibile ottenere la carta d’identità che serve per richiedere lo SPID.

Lo SPID viene rilasciato dai cosiddetti Identity Provider o gestori di identità digitale, aziende private accreditate da AgID che forniscono le identità digitali e gestiscono l’autenticazione degli utenti, che sono: Aruba, Intesa, InfoCert, Lepida, Namirial, Poste Italiane (rilascia PosteID abilitato SPID), Register, Sielte, TIM. SPID è gratuito ma la registrazione e il riconoscimento dell’utente possono essere a pagamento a seconda del gestore. I gestori si differenziano tra di loro in particolare per le modalità di riconoscimento, che possono avvenire di persona, presso gli uffici degli identity provider, oppure online via webcam con un selfie audio-video insieme al versamento di una cifra simbolica, come addizionale strumento di verifica.

La situazione costi e le modalità di registrazione variano da provider a provider e tendono a cambiare nel tempo.

 

Accesso con SPID: per quali enti è diventato necessario?

Negli anni il Governo ha promosso diverse azioni per incentivare e accelerare l’adozione dello SPID. Sono già molteplici i portali degli enti che si occupano di lavoro ai quali è possibile accedere soltanto attraverso l’identità digitale:

  • INPS non fornisce più nuovi PIN INPS dal 1° ottobre 2020
  • INAIL ha comunicato il passaggio allo SPID per gli operatori professionali a partire dal 1° dicembre 2020
  • ANPAL (area riservata servizi MyAnpal) è passato esclusivamente allo SPID dal 1° marzo 2021
  • ClicLavoro, infine, richiede esclusivamente lo SPID per l’accesso già da marzo 2020.

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