Fiducia, relazioni e comunicazione: la situazione in Italia

Fiducia, relazioni e comunicazione: la situazione in Italia

La pandemia ha modificato il modo in cui gli italiani si relazionano, comunicano ed esprimono la loro fiducia verso la famiglia, il lavoro e la sanità: ecco i risultati dell’ultima ricerca di BNP Paribas Cardif.

 

Nello scenario attuale, dove si sta sempre di più andando incontro a una “nuova normalità”, anche le famiglie italiane hanno modificato il proprio stile di vita. La famiglia è diventata sempre di più il luogo della fiducia e la salute ha assunto una posizione centrale nella quotidianità. Il mondo è cambiato e, di conseguenza, anche i valori, il livello di fiducia e il modo di relazionarsi e di comunicare degli italiani. Tutte queste tematiche sono state toccate e analizzate dalla ricerca “Fiducia, relazioni e comunicazione: la società italiana nell’era del Covid-19” condotta da BNP Paribas Cardif in collaborazione con l’istituto di ricerca Eumetra MR

 

Cosa significa fiducia per gli italiani?

Il livello medio di fiducia della popolazione italiana arriva al 65%. Per quanto riguarda le relazioni, la sicurezza sarebbe riposta perlopiù nella famiglia (95%), seguita da sé stessi (86%) e dagli amici (86%).

L’84% degli intervistati si fida delle aziende come luogo di lavoro: in particolare, sono i colleghi le figure professionali in cui gli italiani ripongono più fiducia, seguiti dal capo diretto. Da qui si deduce come il luogo di lavoro rappresenti per gli intervistati una seconda famiglia. Rimanendo nell’ambito lavorativo, la “nuova normalità” dettata anche dallo smart working divide il popolo italiano. Il 37% delle persone preferisce lavorare in ufficio, contro il 29% che invece predilige l’abitazione come luogo di lavoro principale.

La percezione del livello di fiducia delle aziende viste invece come brand è dettata in primo luogo dall’attenzione riposta verso i collaboratori (per il 58% del campione), mentre solo il 29% degli intervistati vede l’attenzione al cliente come un elemento valido per riporre fiducia in un’azienda. Altri elementi che incrementano la fiducia verso il brand sono rappresentati dalla serietà e trasparenza (55%), dalla solidità (43%) e dalla responsabilità sociale e ambientale (31%).

Quasi al livello della fiducia riposta nei luoghi di lavoro c’è per gli italiani la fiducia nel sistema sanitario: l’81% della popolazione si fida della sanità del nostro Paese. I medici ospedalieri sono le figure più affidabili per il 31% degli utenti, così come gli operatori sociosanitari (26%) e i medici di base (25%). La situazione pandemica attuale ha probabilmente influito sul livello di fiducia riposto nella sanità privata, che raggiunge il 78%. Sono sempre i medici (33%) e gli operatori sociosanitari (24%) coloro di cui gli italiani si fidano di più quando si tratta di cure legate alla salute.

Gli italiani si fidano poi del settore assicurativo per il 53%. Delle assicurazioni vengono molto apprezzate caratteristiche come la serietà e trasparenza (45%), l’attenzione al cliente (40%), il rapporto qualità-prezzo (37%) e la facilità di contatto e chiarezza nelle comunicazioni, entrambi al 34%. Il periodo di pandemia ha messo invece al primo posto nel livello di fiducia degli italiani verso le assicurazioni la chiarezza nel linguaggio utilizzato (per il 91% degli intervistati), seguito dall’89% dei servizi digitali e dell’assistenza ricevuta.

 

I valori e il modo di relazionarsi degli italiani

Per quanto riguarda invece il mondo dei valori, la pandemia ha fatto tornare al primo posto il valore della salute (54%). Per il 51% degli italiani segue poi l’onestà, per il 42% la famiglia e per il 41% il rispetto della natura e l’equilibrio interiore.

La sfera delle relazioni è stata sicuramente una delle più intaccate dal periodo attuale, con tutte le limitazioni del caso che hanno portato gli italiani a riscoprire l’importanza dei rapporti con il prossimo. Per il 93% degli intervistati è fondamentale avere la possibilità di incontrare le persone “dal vivo”. A conferma di ciò vi è anche il fatto che il 29% degli utenti afferma che la propria voglia di socialità è aumentata nell’ultimo anno. Per circa un intervistato su dieci, poi, la relazione con la propria famiglia è andata migliorando, mentre per il 21% sono peggiorate le relazioni con i conoscenti, ma anche con gli amici (19%) e i colleghi (15%).

 

Come hanno comunicato e si sono informati gli italiani durante la pandemia?

Nel periodo della pandemia gli italiani si sono affidati a fonti di informazione come i telegiornali (74%), ritenuti più credibili, seguiti dai social media (43%) e da quotidiani e riviste online (42%).

Nella “nuova normalità” è la tecnologia il mezzo che permette di mantenere vivi i contatti. Fra gli strumenti di comunicazione più diffusi risaltano le videochiamate: il 43% degli italiani ha dichiarato di usarle molto più di prima. Ma anche i messaggi (37%) hanno visto un maggior utilizzo, così come le telefonate (27%). Paradossalmente solo il 21% degli italiani ha dichiarato di aver incrementato l’uso dei social media per comunicare.

 

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