Clubhouse: cos’è, come è cambiato e quali sono le novità

Clubhouse: cos’è, come è cambiato e quali sono le novità

Clubhouse è il social dei contenuti audio in streaming, arrivato in Italia lo scorso anno e subito diventato il social del momento. Ma è ancora così? E quali sono le novità?

 

Clubhouse, la piattaforma per contenuti solo audio in streaming, ha visto dal suo lancio un vero e proprio boom, tanto che diversi social, come LinkedIn, Twitter e Telegram, hanno provato a copiarne il meccanismo. Ma Clubhouse è ancora il social del momento? Quali sono stati i cambiamenti che ha visto dal suo lancio e che novità prospetta per il futuro?

 

Cos’è Clubhouse e cosa è cambiato

Clubhouse, il social network lanciato ad aprile 2020 su iOS negli Stati Uniti e arrivato in Italia a gennaio 2021, è una piattaforma dove la comunicazione avviene solo tramite contenuti vocali. Si tratta di un social mobile based, fruibile solo via app, costituito da diverse stanze dove gli utenti possono accedere liberamente per ascoltare, intervenire, imparare cose nuove e divertirsi. La particolarità di Clubhouse è che per accedere al social è necessario essere invitati e, come nei gruppi privati di Facebook, ogni stanza ha un proprio amministratore, che ha il compito di moderare gli invitati e i loro interventi vocali.

Il boom iniziale di Clubhouse è sicuramente legato al fatto che l’app era utilizzabile solo su invito di un altro utente. Questa dinamica ha infatti generato, al momento del lancio dell’applicazione, una vera e propria caccia all’invito. Dall’altra parte, Clubhouse ha in questo modo moderato il proprio sviluppo e individuato aree di intervento a partire da una base di utenti limitata a circa 10 milioni di persone.

Attualmente però Clubhouse sta vivendo un momento di stallo. Secondo Business Insider i download di Clubhouse stanno precipitando: l’app è stata infatti scaricata soltanto 900.000 volte ad aprile, rispetto al picco di 9,6 milioni di febbraio.

 

Quali sono le principali novità di Clubhouse?

Dal suo lancio, il format di Clubhouse non solo ha provato a essere imitato da altri social, ma ha subito anche dei cambiamenti. Il Co-fondatore e attuale Amministratore Delegato Paul Davison ha infatti di recente annunciato un primo programma dedicato ai creator. Clubhouse Creator First, un programma pilota a cui hanno partecipato 20 creators, che hanno avuto la possibilità di entrare in contatto con aziende e marchi e, soprattutto, hanno potuto provare a monetizzare contenuti e conversazioni attraverso la pubblicità o con un “ticket digitale” da acquistare per accedere alla room.

Sempre per favorire e valorizzare il lavoro dei creator, l’app audio ha lanciato in versione beta Payments: tutti i partecipanti a una room possono inviare somme di denaro, ma solo alcuni creators, proprio per via della portata sperimentale del progetto, possono riceverle. Per inviare denaro è necessario aggiungere all’account una carta di credito o debito e, una volta abilitata l’opzione, cliccare sul profilo di un utente e selezionare “Invia denaro”.

Un’ultima significativa novità dal mondo Clubhouse è la decisione di aprire l’app anche a dispositivi Android. Android, infatti, rappresenta circa l’88% del mercato degli smartphone, e il successo di Clubhouse tra gli utenti iPhone potrebbe essere solo l’inizio di un percorso ancora tutto da tracciare.

 

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