#BastaBufale per ogni età

#BastaBufale per ogni età

Le fake news sono un problema sempre più dibattuto e i nuovi mezzi di comunicazione ne hanno moltiplicato la diffusione.

 

Il termine fake news, quello che in italiano si tradurrebbe con “bufala”, è usato per indicare notizie false, articoli redatti con informazioni inventate, ingannevoli e distorte e diffuse sui mezzi di informazione. Fino all’avvento dei nuovi mezzi di comunicazione e dei social media, le fake news avevano sicuramente una diffusione più lenta.

Le notizie false, quelle non verificate e diffuse attraverso il sentito dire e il passaparola, che ingannano il pubblico e lo distolgono dai fatti accertati e vengono utilizzate per attirare attenzioni negative verso altri, ci sono sempre state, ma nella società attuale si sono moltiplicate e diffuse senza limiti e censure, grazie soprattutto alla frammentazione e alla rapidissima propagazione dell’informazione sul web e sui social.

Nell’era della comunicazione globale, però, hanno preso il nome di “fake news”, comprendendo sempre più vere e proprie falsificazioni intenzionali di informazioni o notizie (testo, video o immagini), diffuse attraverso ogni tipo di social media, che non nascono da un errore o da un equivoco commessi in buona fede, ma dalla volontà di dire il falso con motivazioni tra le più disparate: satira, burla, propaganda politica, desiderio di provocazione e offesa personale, pubblicità commerciale e profitto. E proprio quest’ultimo punto sembra essere uno dei principali motivi, perché tramite la pubblicità online vi è un guadagno diretto ed è così che sempre più visitatori vengono attirati sui siti di fake, credendo che queste notizie siano vere e, vengono spinti a condividerle con i propri amici e conoscenti sui social network: più ci sono visite e condivisioni più si ottiene guadagno grazie alle pubblicità che ospitano.

 

#Bastabufale: come riconoscere ed evitare le fake news

Come mai, quindi, non ci si interroga a sufficienza sulle ripercussioni di tali diffusioni e sulle conseguenze per chi è coinvolto? Nell’era in cui la vendita e la lettura dei quotidiani cartacei è in caduta libera e aumenta la fruizione di contenuti digital, sembra non essere importante la portata degli eventuali danni e/o delle paure generate e diffuse: cioè che conta e che giustifica, è che le notizie false sono sempre esistite e, quindi, accettate e diffuse.

Risulta perciò molto importante fare un lavoro di prevenzione, sensibilizzazione e formazione nelle scuole di ogni ordine e grado e FARE X BENE ha dato vita a molti percorsi su questi temi non solo per studenti e studentesse, ma anche per i loro adulti di riferimento. A scuola, infatti, sempre più spesso i docenti si trovano a dover rispondere a domande da parte dei ragazzi e delle ragazze in merito alla veridicità di situazioni o informazioni che vedono o ascoltano online e ciò è notevolmente aumentato durante questo ultimo anno di pandemia.

 

Qualche dato sulle fake news

I dati di questo fenomeno arrivano dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni che nel report sull’attività del 2020 ha posto l’accento sul fatto che la proliferazione delle fake news su internet può comportare anche un potenziale impatto negativo sulla salute pubblica e sulla corretta comunicazione istituzionale. Su questo particolare fenomeno la Postale ha dunque innalzato i livelli di attenzione poiché i dati sono allarmanti: l’aumento delle segnalazioni è stato, infatti, del 436% (dalle 21 del 2019 alle 134 del 2020) mentre gli “alert” diramati sono passati da 29 a 136, per un incremento del 353%.

 

Le dirette conseguenze della pandemia sulle fake news

Altro aspetto legato alla pandemia è l’aumento delle truffe online che sono state 98mila circa e hanno riguardato anche la distribuzione e la vendita di materiale sanitario comprese mascherine e disinfettanti.

Il Covid-19 e la paura del contagio hanno reso tutti ancora più esposti, chi non ha sentito almeno una di queste bufale?

 

Fare gargarismi con la candeggina, assumere acido acetico o steroidi, utilizzare oli essenziali e acqua salata protegge dall’infezione da nuovo coronavirus; gli animali domestici possono trasmettere il virus; al rientro in casa bisogna sempre lavarsi i capelli e gli indumenti indossati; la suola delle scarpe porta sicuramente il virus in casa e trasmette l’infezione; bere acqua o bevande calde uccide il virus; mangiare tante arance e limoni previene il contagio perché la vitamina C ha azione protettiva nei confronti del virus; c’è correlazione tra epidemia da nuovo coronavirus e rete 5G, e tanto tanto altro ancora!

 

In questo lungo anno, dunque, il lavoro di FARE X BENE nelle scuole è stato focalizzato ancora di più a sensibilizzare e educare alla ricostruzione delle fonti e a come vengono create e nascono queste false notizie, per ripristinare verità e benessere quotidiano.

In qualità di adulti di riferimento, infatti, non bisogna imporre una propria verità personale o un proprio punto di vista, ma mettersi per primi al “servizio dei fatti” e insegnare ai ragazzi e alle ragazze a farlo, dando loro tutti gli strumenti per verificare se una notizia è vera o falsa e aiutare a loro volta gli altri a non farsi “fregare da chi li vuole ingannare”: questo fenomeno si può abbattere solo dando alle nuove generazioni gli strumenti per risalire alla fonte delle notizie e distinguere informazioni scorrette da informazioni corrette.

Questo percorso dovrebbe essere intrapreso anche da tutti gli utenti della rete, perché chiunque ha sentito, almeno una volta, leggendo una notizia che è piaciuta o ha fatto indignare, anche solo dal titolo, il bisogno irresistibile di inoltrarla agli amici o di condividerla sui social network.

È un effetto naturale di quello che viene chiamato il “pregiudizio di conferma”, cioè la tendenza comune a credere che sia vero quello che vogliamo che sia vero (anche quando non lo è). Quindi, ad esempio, se una notizia conferma un’opinione, un’idea, preconcetto inconscio, viene accettata (e inoltrata) senza dubitare. I fabbricanti di fake news e bufale conoscono benissimo il meccanismo e, proprio per questo, lo sfruttano.

 

Come combattere e screditare le fake news?

Quello che non immaginano è che tutti possano battere questo meccanismo cambiando alcune abitudini e imparando le loro modalità e i loro “trucchi”.

Un aiuto per fare ciò nelle scuole e per farlo con i figli e nipoti, arriva dalle indicazioni della Camera dei deputati e dal Ministero dell’Istruzione che hanno lanciato una bellissima iniziativa, “Basta Bufale”, un progetto finalizzato a fornire gli strumenti e far sviluppare nelle studentesse e negli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, le competenze per imparare a riconoscere le notizie false, individuarne le fonti e indagare sulla veridicità della stessa. Perché, alla fine, arrivare a scoprire se una notizia è vera o falsa è molto spesso più facile di quanto si pensi: richiede solo qualche minuto e un po’ di “talento” e capacità nell’usare gli strumenti di Internet in maniera positiva e utile.

#bastabufale è un decalogo con 8 regole (scaricabile qui) che fanno riferimento ai comportamenti positivi da adottare per saperle riconoscere e combattere:

  1. Condividi solo le notizie che hai verificato
  2. Usa gli strumenti di internet per verificare le notizie
  3. Chiedi le fonti e le prove
  4. Chiedi aiuto a una persona esperta o a un ente competente
  5. Ricorda che anche internet e i social network sono manipolabili
  6. Riconosci i vari tipi e stili delle notizie false
  7. Hai un potere enorme usalo bene
  8. Dai il buon esempio: non lamentarti del buio ma accendi una luce

 

Ma sono 8, appunto, perché ogni adulto, genitore, insegnante, insieme a ragazzi/e, studenti e studentesse, potrà scrivere liberamente le ultime due, scambiandosi idee e partendo dalle proprie esperienze e sensibilità. Per proteggerci e proteggere insieme la nostra salute.

 

 

 

Comitato Scientifico FARE X BENE Onlus

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