La moda si fa etica: nasce la Circular Fashion Partnership

La moda si fa etica: nasce la Circular Fashion Partnership

Moda ecosostenibile: tantissimi Brand diventano sempre più consapevoli e aderiscono alla Circular Fashion Partnership. 

Mai come negli ultimi anni, il consumatore è molto attento alla sostenibilità dei prodotti che acquista. Questa attenzione verso l’ecosistema ambientale è arrivata fino al mondo della moda. In un contesto di Società 5.0 si sente sempre più spesso parlare di moda sostenibile. Ma cos’è? E quali sono le iniziative volte al miglioramento di questo settore commerciale?

 

Moda sostenibile: di cosa si tratta e perché è così importante

La moda sostenibile è basata sulla produzione di capi e di prodotti in generale volti a rispettare l’ambiente. Tutte le tappe del processo produttivo sono pensate in modo sostenibile: dalla creazione alla produzione, includendo la fase di distribuzione e di vendita.

Il processo produttivo prevede l’utilizzo di materiali meno inquinanti: si cerca di risparmiare anche sui costi di acqua ed elettricità e il prodotto finale è basato su un ciclo di vita a lungo termine. Questo modello di business impatta anche sulle risorse umane: è previsto, infatti, una maggior assunzione di personale a discapito della produzione dei macchinari, con il conseguente maggior risparmio sui costi di energia elettrica e sui prodotti di scarto.

In ultimo, ma non meno importante, viene introdotto il divieto di distruggere i prodotti invenduti: si dovrà provvedere per riutilizzarli e riciclarli. Proprio negli ultimi anni, il business del resale, ovvero della vendita degli abiti usati, è cresciuto 21 volte più velocemente rispetto al mercato di abbigliamento tradizionale.

 

Circular Fashion Partnership: cos’è e come aiuta la moda a essere sostenibile 

La Circular Fashion Partnership è un’iniziativa nata recentemente da un’idea della danese Global Fashion Agenda e grazie alla collaborazione del Partnering for Green Growth con The Bangladesh Garment Manufacturers and Exporters Association. La proposta è pensata per risolvere i problemi dell’industria tessile e, in generale, quelli del mondo della moda.

I partner che hanno deciso di aderire al progetto promuovono un sistema circolare della moda. L’iniziativa parte dai Paesi con più produzione nel settore tessile, come la Cina e il Bangladesh, leader nella produzione manifatturiera. Il progetto prevede il riciclo dei tessuti rimasti inutilizzati e in stock, ma anche il riutilizzo degli abiti stessi che non riescono a essere venduti. Questo tipo di lavoro salva l’ambiente: i tessuti di scarto in genere vengono buttati o, peggio, finiscono in mare. Per il momento, tutto il progetto è svolto in Bangladesh con l’obiettivo di far diventare il Paese leader della moda green. In Bangladesh, paese in cui si accumulano più di 400.000 tonnellate di rifiuti tessili, gli stessi verranno trasformati in filati e tessuti per le prossime collezioni. Tuttavia, l’aspettativa è di estenderlo progressivamente in tutte le altre Nazioni.

Ad aderire a questa iniziativa ci sono tantissimi Brand: dai grandi marchi del lusso alle multinazionali. Tra tutte le aziende emerge anche l’italiana OVS. L’azienda, con un comunicato stampa pubblicato a febbraio 2021 spiega di essere l’unica impresa italiana ad aver aderito alla Circular Fashion Partnership. OVS e i suoi fornitori sostengono un modello di business basato sull’introduzione di processi circolari, una filosofia aziendale compatibile con il progetto. Come spiegato nel comunicato stampa: “L’obiettivo è ridurre la produzione di rifiuti, recuperare gli scarti della produzione tessile e dare loro una nuova vita creando così benefici ambientali ed economici per l’intera filiera”.

I materiali riciclati consentono di abbattere gli impatti della produzione, ma soprattutto eliminano la necessità dei processi di tintura dei capi: meccanismo senz’altro che ha un grande impatto ambientale.

 

ULTIMI ARTICOLI

ULTIMI ARTICOLI

Le preoccupazioni e i bisogni degli utenti in Italia e nel mondo

A distanza di due anni dalla prima edizione, BNP Paribas Cardif pubblica la nuova Protection Survey, in…

Giornata Mondiale dell’Asma 2021, i falsi miti

L’asma è una patologia piuttosto diffusa a livello globale e nel nostro Paese: ecco cos’è la Giornata…