I pagamenti digitali piacciono sempre di più agli italiani

I pagamenti digitali piacciono sempre di più agli italiani

Scopriamo quali sono i motivi che hanno modificato le esperienze di acquisto degli utenti negli ultimi mesi

 

Le ultime norme in fatto di protezione dei pagamenti effettuati usando carte di credito e prepagate non è l’unico motivo che ha indebolito la reticenza tutta italiana nei confronti di soluzioni alternative alle banconote. Vediamo cosa è cambiato nel modo di fare la spesa e perché.

 

Pagamenti digitali (e non solo): il quadro della situazione

Il vero fattore scatenante che ha spinto sempre più italiani a servirsi della tecnologia per attività prima svolte diversamente è stata la crisi sanitaria. L’uso di sistemi high-tech è entrato nel lavoro e nell’intrattenimento, nella socialità e nella gestione famigliare con smart-working, video chiamate con i parenti, gaming online, incontri virtuali e un nuovo modo di fare la spesa.

La fusione tra esperienza reale e virtuale è sempre più fluida e ha seguito la stessa tendenza anche una azione frequente come il pagamento. La propensione a usare dispositivi elettronici invece dei contanti è ormai riconosciuta non solo dalla gente comune, ma anche dalle banche e dai gestori di imprese ed esercizi commerciali, che hanno registrato un sensibile aumento delle transazioni di denaro. La prova effettiva è lo studio compiuto da AstraRicerche che constata l’esistenza di nuove abitudini ormai assodate. Si evince infatti che, se in questo periodo quasi il 70% degli italiani predilige i pagamenti digitali, il 25% intende abbandonare le banconote anche in futuro.

 

Contanti e tecnologia: cosa è cambiato

Sono proprio i cittadini a dichiarare un maggior utilizzo di carte di credito, prepagate e bancomat, preferibilmente contactless. Anche le applicazioni – specifiche o fornite dalle banche – così come i wearable devices sono comunemente usati per piccoli acquisti.

venditori, da parte loro, hanno risposto alle ultime esigenze con un’accelerazione nella creazione di siti di e-commerce, servizi self-service, casse automatizzate e colonnine per ottenere informazioni sui prodotti. Altra importante innovazione è stata la possibilità di comparare le offerte da remoto, verificare la disponibilità dei prodotti e segnalare i momenti opportuni per fare la spesa o per andarla a ritirare. Idealmente non si è verificato nulla di rivoluzionario – basti pensare ai supermercati senza casse di Amazon – ma nella pratica si è assistito a un rapido mutamento che porterà ad altre novità come l’utilizzo di semplici cellulari in luogo dei tradizionali Pos.

Un forte contributo è stato dato anche dal governo che ha promosso cashback e supercashback, un rimborso calcolato in percentuale sulle spese saldate con carta. Un discorso analogo vale per la lotteria degli scontrini, a cui può partecipare chiunque effettui pagamenti cashless.

 

Pro e contro del digital retail

Le ragioni che hanno portato questa trasformazione sono numerose. I vantaggi che derivano dall’utilizzo di carte e simili sono innanzitutto legati a fattori igienici (anche se è dimostrato che la fessura in cui si inseriscono le schede del bancomat non è affatto salubre). È ormai noto, infatti, che la diffusione del virus è limitata da un alto grado di pulizia sia delle nostre mani che delle superfici con cui esse vengono a contatto.

La comodità e la facilità di utilizzo, oltre al risparmio di tempo e al contenimento dell’evasione fiscale, sono altre ragioni che stanno favorendo la diffusione di schede che presentano, tra le altre cose, costi ridotti di gestione. Ormai le nuove esperienze di acquisto sono diventate la normalità.

Certo è che gli italiani continuano a dare valore allo scambio umano e alle emozioni fisiche percepite durante il momento degli acquisti.

 

 

 

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