Quali sono le città italiane in cui si vive meglio?

Quali sono le città italiane in cui si vive meglio?

Prima Bologna, seconda Bolzano e terza Trento, in calo Milano. Ecco come la pandemia ha inciso sul benessere generale di chi abita nei centri urbani.

 

Difficile determinare scientificamente la qualità della vita in un anno particolare come quello trascorso. Le vite degli italiani nel 2020 sono profondamente cambiate e i parametri considerati per disegnare la mappa della penisola in termini di benessere non hanno potuto ignorare le trasformazioni generate dalla pandemia. L’indagine del Sole 24 Ore, alla 31esima edizione, ha quindi inserito un nuovo indice, che analizza i casi COVID-19 ogni mille abitanti, a cui è stato conferito un valore doppio rispetto agli altri 90 indicatori esaminati.

 

Le classifiche generali e parziali

La classifica finale vede sul podio Bologna, seguita da Bolzano e Trento. Medaglia di legno per Verona, che supera di una posizione Trieste; al sesto posto Udine; seguono Aosta, Parma, Cagliari e Pordenone. Se i primi dieci posti vedono primeggiare soprattutto il Nord, ai piedi della classifica compaiono diversi centri del Sud.

La regione che si distingue positivamente è senza dubbio l’Emilia Romagna, con cinque di nove province tra le prime 20: Parma (8° posizione), Forlì Cesena (14°), Modena (15°) e Reggio Emilia (17°). La Lombardia risulta invece tra le più danneggiate al Nord, con solo due province che non registrano il segno meno (Mantova e Sondrio). In difficoltà CalabriaSicilia e Puglia.

Infine, se nella lista generale Milano (12° posizione), medaglia d’oro lo scorso anno, ha registrato un calo significativo, lo si deve alla discesa del Pil Pro capite causata dal virus; continua tuttavia a mantenere buone posizioni rispetto a ricchezza e consumi (3°), ambiente e servizi (1°), affari e lavoro (3°).

 

Turismo e ristorazione

Tutti sanno che il settore della cultura e dello spettacolo, come quello della ristorazione e del turismo, continuano a subire gravi danni portati dalla pandemia. Lo dimostra il trend negativo registrato in centri come Firenze (27° posizione, 15° nel 2019), Roma (32° posizione in classifica, 18° nel 2019) e Venezia (33° posizione, 9° nel 2019).

Stesso discorso per i centri marittimi di numerose province sarde e pugliesi, di alcune siciliane, di Salerno e Rimini. La città di Fellini detiene comunque buone posizioni rispetto all’offerta culturale (3°), agli spettacoli (2°) e alle librerie (3°), indicazione su quanto sia radicato nel territorio l’interesse rispetto alle arti e all’informazione.

Anche Matera regge il colpo inflitto dal COVID-19, grazie alla scia degli investimenti da Capitale Europea della Cultura. Non a caso è la prima città italiana per fondi europei erogati tra il 2014 e il 2020 per l’attrazione culturale, naturale e turistica, oltre ad essere la prima per l’indice di sportività “effetto Covid-19” e la seconda per gli eventi sportivi.

 

Il digital, essenziale in molti casi

Grande accelerazione per la modernizzazione digitale, ma non uniforme. Tra i parametri più significativi, l’indice di trasformazione digitale (per cui emergono Firenze, Bologna, Milano), il numero di PagoPa (Monza e Brianza, Modena, Lecco) e POS attivi (Rimini, Milano, Aosta), l’erogazione di carte di identità elettroniche (Napoli, Milano, Parma) e di spid (Viterbo, Bolzano, Roma).

Anche il numero di imprese che fanno e-commerce (Milano, Monza e Brianza, Prato) e delle aziende in rete (Viterbo, Frosinone, Udine) vedono il Nord al timone. Analizzando le prime tre posizioni di ogni indice, il divario tra province settentrionali e meridionali risulta decisamente ampio.

 

L’impatto del coronavirus e la salute degli italiani

casi covid registrati al Nord soprattutto nella prima ondata sono maggiori rispetto al Sud: le province più colpite sono state Aosta, Monza e Brianza, Varese, Milano, Como, Bolzano, Belluno, Piacenza e Torino; quelle meno danneggiate Lecce, Vibo Valentia, Agrigento, Catanzaro, Cosenza e Crotone, con la Calabria che si distingue come regione meno aggravata dalla pandemia.

Per quanto riguarda invece lo stato di salute generale degli italiani, Bolzano è la provincia con il minor consumo di farmaci per asma e bpco, diabete ed ipertensione, mentre le città del Sud sembrano essere “più felici” con una vendita ridotta di medicinali per depressione (Foggia, Barletta, Catania), calmanti e sonniferi (Matera, Potenza, Vibo Valentia).

 

Vedi anche Copenaghen: la città più sostenibile al mondo entro il 2025

 

 

 

 

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