Nuove tecnologie e riduzione delle emissioni di CO2

Nuove tecnologie e riduzione delle emissioni di CO2

I settori su cui bisogna operare sono economia, edilizia, industria, trasporti, alimentazione e utilizzo del suolo

 

Foreste verticali, tegole contro l’inquinamento, cemento e vernice mangia smog: la ricerca sta facendo passi da gigante sulle tecnologie destinate a ridurre l’impatto ambientale. Ciò che è mancato fino ad ora, tuttavia, è un piano strategico coordinato che preveda l’implementazione massiva delle innovazioni più all’avanguardia. È questo lo scopo dei 55 progetti approvati dall’UE per contrastare il cambiamento climatico.

 

Economia e ideologia: il binomio propulsivo per un Pianeta pulito

Da anni si parla di condizioni climatiche in peggioramento. Il movimento giovanile di Greta Thunberg, gli attivisti indigeni di varie comunità sparse nel mondo, nonché la nuova generazione di intellettuali ed esperti in questioni ambientali, stanno sensibilizzando anche la gente comune alla riflessione ecologica.

E in effetti tutto parte di qui: dal cambiamento di mentalità, dal pensiero critico e da valori controtendenza. Seppur ammirevoli, però, essi non sono i veri (pro)motori per politiche ambientali efficaci: il traino che rende possibile la trasformazione di ragionamenti teorici in concreta realtà è l’economia. E lo sono i suoi numeri, sempre convincenti se si tratta di profitti.

L’intento di eliminare le emissioni di CO2 in Europa entro il 2050 prevede l’investimento da parte dell’Unione di 750 miliardi di euro destinati alle attività (e agli imprenditori) interessate a eliminare l’anidride carbonica dagli Stati membri. Un’operazione che, entro il 2050, frutterebbe 12,9 trilioni di euro: è questo lo stimolo che sostiene i mercati.

 

I progetti UE per decarbonizzare il Vecchio Continente

Per raggiungere l’obiettivo sono stati selezionati 55 (su 200) progetti tecnologici nell’ambito del rapporto “55 Tech Quests to Accelerate Europe’s Recovery and Pave the Way to Climate Neutrality” pubblicato dalla Capgemini Invent. Si tratta di una relazione commissionata della Breakthrough Energy, gruppo mondiale fondato da Bill Gates insieme a 28 investitori di 10 Paesi diversi, giganti tech impegnati nella lotta al cambiamento climatico.  L’intento è di fornire un piano d’azione pratico per invertire la rotta, sulla base di tecnologie nuove ed esistenti. I fautori di questa impresa sono oltre 100 imprenditori, strateghi aziendali, innovatori e politici, mentre i criteri di scelta dei progetti sono l’alto impatto ambientale, la fattibilità su ampia scala e il tempo necessario alla realizzazione.

Per tornare ai numeri, le idee approvate permetterebbero una riduzione di almeno il 55% delle emissioni di CO2 entro il 2030, vale a dire 971 milioni di tonnellate. In più, entro lo stesso anno verrebbero creati 12,7 milioni di posti di lavoro, nuovi o a partire da posizioni professionali già esistenti.

 

settori interessati al cambiamento climatico

Sono cinque i settori economici maggiormente implicati nel cambiamento climatico ed è su questi che si concentrano le tecnologie presentate per diminuire il rilascio di CO2 in Europa:

  • Energia: i combustibili fossili producono gas serra, ma petrolio, carbone e gas naturale possono essere sostituiti, ad esempio, da sole e vento (oltre che dall’acqua e dai biogas). Alcuni esempi? Pannelli solari di ultima generazione, moduli fotovoltaici bifacciali più efficienti, parchi eolici galleggianti lontani dalle coste.
  • Edilizia: le costruzioni europee generano 1100 MtCO2e – di cui 430 MtCO2e derivano da edifici residenziali – che devono essere ridotte e 200 MtCO2e entro il 2050. Come? Con moderne pompe di calore, edifici energeticamente autosufficienti (compresi ospedali, scuole e uffici amministrativi), automazione e uso massiccio della tecnologia anche in fase di progettazione.
  • Industria: oltre alle questioni ambientali, la riduzione di emissioni di carbonio consente la maggiore crescita economica del settore e dei suoi lavoratori. In particolare gli interventi riguardano i produttori di acciaio e cemento, principali responsabili delle emissioni.
  • Trasporti: nelle sue molteplici forme produce oltre 1.200 MtCO2e all’anno, il 30% delle emissioni totali nell’UE. L’alternativa ai combustibili fossili liquidi esiste: infrastrutture private per la ricarica di auto elettriche, idrogeno, alimentazione ad ammoniaca per le navi, carburante verde per gli aerei, e-mobility, batterie più pulite ed efficienti.
  • Alimentazione e utilizzo del suolo: per ridurre del 50% entro il 2050 l’impatto ambientale dell’intera catena del valore del settore agricolo bisogna puntare sulla sostenibilità diminuendo o catturando le emissioni generate dall’allevamento (in particolare bovino), utilizzando fertilizzanti meno inquinanti, inserendo nella dieta mediterranea alternative alla carne e ai latticini (come gli insetti).

 

Le premesse per una rivoluzione ambientale ci sono: speriamo di assistere a un’effettiva inversione di tendenza in fatto di questioni ambientali.

 

ULTIMI ARTICOLI

ULTIMI ARTICOLI

Le soluzioni per rendere Internet più veloce

Da quando si è diffuso il lavoro in smart working, risulta fondamentale dotarsi una rete internet che…

Dietro l’algoritmo di Instagram: chi decide cosa farci vedere?

Il CEO di Instagram Adam Mosseri ha recentemente spiegato quali sono i principali fattori che influenzano quali…