Energia eolica, la situazione in Italia

Energia eolica, la situazione in Italia

Il consumo di energia elettrica si sposta verso le fonti rinnovabili. Ma qual è lo status nel nostro Paese?

 

“Non puoi fermare il vento, ma devi sapere come fabbricare mulini” diceva Miguel de Cervantes nel suo Don Chisciotte della Mancia, all’inizio del XVII secolo. Ed è letteralmente ciò che abbiamo fatto nel corso del tempo, trasformando intuizioni nate in epoca pre-industriale in progetti altamente tecnologici capaci di produrre elettricità. Vediamo come si comporta l’Italia nell’ambito dell’energia eolica.

 

Politica ed eolico, dibattito in corso 

Dai primi prototipi di macchinari eolici sperimentati da Enel negli anni ’80, molte cose sono cambiate nel mondo delle energie rinnovabili. Con la liberalizzazione del mercato elettrico, a inizio millennio nelle regioni italiane sono apparsi e si sono moltiplicati numerosi impianti eolici.  Il confronto tra politica, economisti e ambientalisti sull’argomento si è presto intensificato, concretizzandosi in efficaci provvedimenti che hanno portato risultati tangibili. Certo, non si può ancora parlare di un vero e proprio boom dell’eolico, ma siamo sulla strada giusta.

Il decreto del 4 luglio 2019 varato dal Ministero dello Sviluppo Economico va in questa direzione, incentivando in modo consistente la produzione di energia derivata – tra le altre fonti rinnovabili – anche da impianti on shore. Il provvedimento intende infatti incrementare gli investimenti volti a favorire la produzione di energia verde. In questo modo si raggiungerebbero in tempi più rapidi anche gli obiettivi fissati nel 2013 dal Pacchetto Aria Pulita, che mira a diminuire l’inquinamento atmosferico dell’Unione Europea entro il 2030.

 

La fotografia dell’Italia eolica

La relazione ufficiale sulla produzione eolica relativa al 2019 presentata dall’Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambienti) in Parlamento il 17 settembre 2020 elogia il comportamento italiano. Nel documento si dichiara infatti che nel nostro Paese la generazione lorda di energia da fonte eolica è stata di 14.844 GWh nel 2015 e di ben 20.245 GWh nel 2019: un dato in linea con le intenzioni dell’UE che prevede il raddoppio nei prossimi dieci anni. Altri dati interessanti sulle energie rinnovabili in generale sono contenuti nel Piano Nazionale Energia Clima inviato a gennaio 2020 a Bruxelles dai Ministri dello Sviluppo Economico, dell’Ambiente e delle Infrastrutture. Dal piano si evince che l’elettricità alternativa ha ricoperto il fabbisogno nazionale per il 39%, a fronte del 18% circa nel 2004. E in questa percentuale l’eolico ha giocato un ruolo chiave: in termini di efficienza lorda, la sua incidenza è stata del 15% del totale. Insomma, l’Italia sembrerebbe farcela. Soprattutto al Sud, dove grazie al clima favorevole si concentrano la maggior parte dei parchi eolici del nostro Paese.

 

Turbine in Italia, quali le prospettive?

Ma quale scenario si apre nei prossimi anni? Se l’Italia intende contribuire in modo significativo al cambiamento nella politica energetica e ambientale, dovrà proseguire sulla strada intrapresa. Il PNEC prevede che le fonti di energia rinnovabile nel 2023 raggiungano il 22%, nel 2027 il 26% e nel 2030 il 30%. In particolare, di questo 30% il 55% del consumo finale lordo dovrà essere costituito dal settore elettrico, in cui l’eolico (con il fotovoltaico) giocherà un ruolo di prim’ordine. Grazie alla riduzione dei costi e al significativo sviluppo delle tecnologie, infatti, la produzione degli impianti raddoppierà entro il 2030.

Per limitare l’impatto sul suolo si intende invece puntare sul miglioramento delle strutture già esistenti, dotando di macchinari più evoluti soprattutto quei parchi eolici che godono di una buona ventosità. Verranno potenziati in particolare gli impianti off shore (ossia quelli costruiti in mare), attualmente considerati innovativi.

 

Rispetto alle energie alternative l’Italia sta giocando la sua partita. Dopo un inizio in svantaggio rispetto ad altri Stati membri dell’UE sembra ora in recupero. L’auspicio è che la collaborazione tra economia, politica ed esperti del settore continui in modo proficuo. Da non sottovalutare anche il potenziale dell’edilizia sostenibile, capace di trasformare ogni singola abitazione in produttrice di energia green. Una nuova rivoluzione è alle porte?

 

 

 

 

 

 

 

 

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