Arriva la tecnologia in grado di influenzare i sogni

Arriva la tecnologia in grado di influenzare i sogni

Dormire è fondamentale per garantire il proprio benessere psicofisico: per questo nasce Dormio, una nuova tecnologia capace di gestire i sogni.

 

Dormire è un’attività molto importante che permette non solo di recuperare le energie perse ma anche di ristabilire e mantenere il benessere mentale. In base a una ricerca di YouGov IT gli italiani non dormono abbastanza. Il tempo ideale per gli esperti da dedicare al sonno è di 8 ore: la popolazione nostrana dorme infatti in media 6,6 ore al giorno. Inoltre, coloro che dormono solo 4 ore a notte, il 3% degli intervistati, rappresentano la stessa percentuale di persone che riposa invece 9 ore per notte. Molto spesso fra le cause principali del mancato sonno ci sono i ritmi di lavoro stressanti, che costringono a rimanere attaccati al pc anche dopo cena, e la vita frenetica caratterizzata dall’insicurezza e dalla precarietà.

Come fare quindi a conciliare la richiesta del mondo odierno di essere produttivi ed efficienti con il fisiologico bisogno di dormire?

 

Dormio, la tecnologia per controllare i sogni

Si chiama Adam Haar Horowitz ed è un PhD e ricercatore del Mit di Boston. Insieme al suo team ha sviluppato Dormio, un dispositivo di tracciamento del sonno elettronico che si indossa al polso. Si tratta di un particolare guanto con dei sensori che avvolgono polso e dita del dormiente con l’obiettivo di controllare il sonno, attivandosi durante lo stato ipnagogico. Quest’ultimo rappresenta lo stato precedente alla fase Rem e si caratterizza per la transizione fra la veglia e il sonno. Dormio non è però esattamente un gadget smart per dormire meglio: i ricercatori hanno infatti utilizzato il dispositivo durante questa fase del riposo per sviluppare un processo di incubazione mirata di sogni (TDI).

In pratica, approfittando delle caratteristiche dello stato ipnagogico, il team ha messo a punto un esperimento in cui Dormio ha suggerito ai partecipanti dei temi che poi questi ultimi hanno effettivamente sognato. Monitorando e misurando i segnali che indicavano se i soggetti si stessero addormentando, come il rilassamento dei muscoli, Dormio ha suggerito ciclicamente durante lo stato ipnagogico di “pensare a un albero”. L’analisi si è svolta in sessioni da circa 45 minuti, per consentire agli sperimentatori di effettuare più controlli sui contenuti dei sogni dei partecipanti. Questi ultimi venivano poi svegliati alla fine di ogni sessione per chiedergli a cosa stessero pensando al risveglio dalla fase ipnagogica.

In poche parole, i ricercatori hanno provato a utilizzare dei segnali acustici per guidare passo passo i partecipanti nella visualizzazione di qualsiasi elemento, chiedendogli poi al risveglio dalla fase ipnagogica, a che cosa stessero pensando.

Quali sono stati quindi i risultati di questo studio?

 

Che efficacia ha Dormio?

Il test ha avuto come risultato che il 67% delle persone ha effettivamente sognato ciò che veniva suggerito da Dormio, mentre solo il 3% non ricordava un albero nei propri sogni. Ma non finisce qui: nei questionari compilati dopo le prove, i ricercatori hanno inoltre scoperto che coloro che avevano TDI sugli alberi hanno avuto anche un impulso creativo più forte del solito, anche se non si erano mai considerati dei creativi prima d’ora.

Visti i risultati di Dormio quali saranno le sue applicazioni future? Per ora il creatore Adam Haar Horowitz sembra non avere intenzione di commercializzare il dispositivo, tanto da averne diffuso pubblicamente codici e istruzioni. La volontà è infatti quella di garantire a tutti, anche ai non esperti di tecnologia, la possibilità di dormire meglio, con il pensiero di creare in futuro delle nuove tecnologie che, basandosi su Dormio, siano in grado di gestire e aiutare coloro che soffrono di disturbi dovuti a stress, qualità del sonno, memoria e apprendimento.

 

 

 

 

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