La tecnologia che ci aiuterà nella lotta al COVID-19

La tecnologia che ci aiuterà nella lotta al COVID-19

Nel ritorno a una nuova normalità, dopo le misure di contenimento dell’emergenza sanitaria, la tecnologia giocherà un ruolo fondamentale. Diversi governi, in molti paesi, stanno adottando delle misure per assicurarsi che i cittadini rispettino le norme di distanziamento sociale e per provare a tracciare il percorso dei virus.

Al di là della responsabilità personale, sono diverse le strategie messe in campo per arginare la portata del virus. In Cina, a metà aprile, è stato adottato un sistema di tracciamento basato sui QR Code: a ogni cittadino è assegnato un “codice salute” di colore diverso, in base al proprio stato di benessere fisico. Rosso, arancione e verde, un vero e proprio semaforo che permette l’accesso a bar, ristoranti, uffici e metropolitana. L’app è il risultato della collaborazione tra due giganti della tecnologia cinesi: Alibaba e Tencet.

Altri due giganti, cioè Google e Apple, hanno unito le forze per creare una API, cioè Application Programming Interface, uno strumento di supporto fondamentale per le app di tracciamento. Questa API faciliterà l’utilizzo su dispositivi iOS e Android delle app approntate dai dipartimenti di salute dei governi per tracciare il virus. Il programma in questione permetterà alle app di sfruttare il raggio d’azione del Bluetooth (nove metri) per monitorare la vicinanza a casi positivi.

In Italia, l’app di tracciamento scelta dal governo è Immuni, sviluppata da Bending Spoons: il funzionamento è ancora una volta basato sulla tecnologia Bluetooth, che registra i codici identificativi anonimi delle persone incontrate nell’arco di due settimane e permette così di risalire a eventuali contatti con casi infetti. Il Bluetooth fa da padrone anche in Corea del Sud, dove sono stati approntati dei braccialetti dotati di questa tecnologia per evitare che le persone costrette a un periodo di quattordici giorni di quarantena, violino le restrizioni semplicemente lasciando a casa il cellulare.

Altri paesi hanno affiancato all’app di tracciamento delle soluzioni più fantasiose. È il caso per esempio di Singapore, che a inizio maggio ha testato l’efficienza di un cane robot studiato per mantenere il distanziamento sociale nei parchi. Semplicemente, quando la distanza di sicurezza non è rispettata, abbaia.

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