La rinascita della stampa 3D

La rinascita della stampa 3D

Nata negli anni Ottanta e salita alla ribalta nei primi anni Duemila, la tecnologia della stampa 3D ha acceso gli entusiasmi in diversi campi per oltre un decennio. Dopo un periodo di relativo raffreddamento, durante l’emergenza COVID-19 i makers sono tornati a occupare un ruolo centrale nell’innovazione tecnologica grazie alla produzione di dispositivi in risposta alla crisi sanitaria.

Il caso forse più noto, qui in Italia, è quello riguardante una maschera da sub. Basta – si fa per dire – applicare una valvola, perché questo oggetto economico e facilmente reperibile si trasformi in una maschera respiratoria d’emergenza per la terapia sub-intensiva. Il prototipo nasce dall’unione delle competenze di Isinnova, startup di Brescia operante nel campo della stampa 3D, e l’esperienza dell’ex medico primario Renato Favero. Grazie all’aiuto della casa produttrice delle valvole, sono riusciti a proporre una soluzione ancora non certificata, ma preziosa nella risposta immediata alla situazione d’emergenza.

Questo caso di creatività nostrana non è certo l’unico. Da Hong Kong a New York, diverse realtà, che spaziano dai centri di ricerca universitari alle aziende private, si sono dedicate alla progettazione di strumenti di protezione dal virus rivolti ai professionisti medici. Il tutto, ancora una volta, basandosi sull’inventiva dei makers. Nel Regno Unito, quando il governo ha invitato le diverse linee manifatturiere a contribuire alla produzione di macchinari per la respirazione, anche le compagnie di stampa 3D hanno annunciato di poter fare la loro parte realizzando dei piccoli componenti di metallo.

Non mancano poi le iniziative rivolte i cittadini: è il caso per esempio di Open Source Mask, una piattaforma open source dove sono messi a disposizione gratuitamente i prototipi di mascherine, scaricabili da chiunque. Questa modalità di condivisione fa affidamento sul supporto dei maker per migliorare il progetto, in un’ottica di collaborazione.

Che cosa imparare quindi da questa risposta reattiva all’emergenza, rispetto alle filiere di produzione tradizionali? A fronte degli standard qualitativi e dei brevetti, la realtà della stampa 3D ha dimostrato di essere duttile e di saper collaborare in modo dinamico con le realtà produttive più consolidate. Un aspetto da non dimenticare, questa capacità di adattamento, e che potrà rivelarsi la chiave di uno stabile successo nel futuro.

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