La divulgazione scientifica sui social

La divulgazione scientifica sui social

Un binomio inaspettato, ma vincente: quello della divulgazione scientifica sui social. La presenza di scienziati sui canali di comunicazione eletti a luogo di svago diventa sempre più forte e consolidata. Perché chi lo dice che la chimica non può essere divertente? O che non si possa trovare un interessante spunto di approfondimento sui social? È questo l’assunto alla base delle dirette Instagram, i video su YouTube e persino su TikTok.

Quest’ultimo caso, proprio perché così strano, è utile a capire le radici del fenomeno. Tik Tok è una piattaforma social cinese molto in voga tra gli adolescenti, dove condividere e inventare balletti e coreografie, montaggi video e voiceover. Sembra quanto di più distante dalla divulgazione scientifica, eppure i medici americani hanno iniziato a frequentarla per parlare di educazione sessuale tra i teenager. Questo perché il target raggiungibile è ampissimo e risponde proprio alle giuste caratteristiche di età.

I casi sono tanti, anche in Italia, e spaziano tra le diverse discipline: dalla chimica alla biologia, dalla nutrizione alla cosmetica, fino ad arrivare alla sfera intima. Lo sforzo degli esperti è quello di adattare il loro sapere scientifico alla dimensione della vita quotidiana, attirando così l’attenzione dei follower. Tra i più noti c’è Dario Bressanini, che si definisce “il vostro chimico di quartiere” ed è spesso impegnato a smentire false informazioni su cibi, zuccheri e OGM. Beatrice Mautino, invece, parla di cosmetica e delle proprietà chimiche e fisiche delle “cremine”, con un occhio di riguardo alla salute più che all’estetica. Violeta Benini, invece, è un’ostetrica: con l’evocativo nickname “divulvatrice”, affronta su Instagram diversi tabù legati alla sessualità.

Il motivo di questo successo è evidente: da una parte, i medici e gli esperti di salute sfruttano le potenzialità dei social per formarsi un ampio e nutrito pubblico; dall’altra, gli utenti sono in cerca di fonti di informazione autorevoli per districarsi tra la proliferazione di fake news e le migliaia di notizie – a volte inattendibili, altre troppo complicate – diffuse sul web. I divulgatori, infatti, coniugano un uso di fonti e dati affidabili (sempre dichiarati) con una modalità di comunicazione semplice e diretta: non trascurano l’utilizzo di termini scientificamente accurati, ma li inseriscono in un discorso che privilegia la chiarezza. La community apprezza, e si instaura un rapporto di fiducia coinvolto e partecipe.

L’emergenza COVID-19 non ha fatto che accrescere la popolarità di questo fenomeno. Basta qualche esempio: la pagina Facebook del medico Roberto Burioni, già molto seguita, è diventata ancora più popolare. Per restare su Instagram, invece, Roberta Villa ha offerto un ottimo servizio di divulgazione, seria e ragionata, durante il picco della crisi. Attirando persino l’attenzione di Fedez: mondi lontanissimi che s’incontrano.

 

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