Vita e morte di una startup

Vita e morte di una startup

Startup

Nel decennio appena concluso, le startup sono state simbolo dell’innovazione in campo tecnologico e non solo. La rete e i device hanno aumentato le possibilità di espressione dell’intraprendenza personale, portando a una fioritura di idee e di iniziative. Tuttavia, la buona riuscita di una startup non è scontata. Secondo le stime, ben il 70% delle startup tecnologiche falliscono, una percentuale che raggiunge il 97% in caso di ideazione di prodotti.

Oltre alla giusta intuizione e al capitale di partenza, infatti, ci sono diversi fattori che concorrono al successo di una startup. Ecco perché CB Insights, una società esperta nella previsione di trend tecnologici, ha pubblicato una ricerca che identifica le ragioni del fallimento. Dopo aver analizzato 101 casi di startup estinte, CB Insights è arrivata alla conclusione che “raramente la causa del fallimento è una sola”: dagli schemi di comportamento presi in esame, quindi, hanno stilato una classifica delle venti più diffuse.

Vediamone alcune. La ragione principale per il fallimento di una startup, ben il 42% dei casi, è il mercato: se il prodotto lanciato non colma una lacuna o non risponde alle esigenze dei consumatori, le speranze di sopravvivenza sono scarse. Segue la mancanza di liquidità, un fattore in parte collegato al successo sul mercato, in parte alla fiducia degli investitori in un determinato prodotto o settore. Il podio delle fatalità si chiude con un avvertimento che la componente umana è importante: il 23% delle startup falliscono a causa di un team mal assortito o incapace di gestire autonomamente la realizzazione dell’idea. 

Oltre alle esigenze del mercato e degli investitori, altre cause di fallimento riguardano la gestione di una piccola azienda e della concorrenza: la sola idea non basta, fosse anche geniale, quando manca un business plan e la strategia di marketing è poco efficace. Mai dimenticarsi, poi, che i clienti devono essere il punto di riferimento imprescindibile per una startup: quando il prodotto è poco user-friendly oppure vengono ignorate le opinioni degli utenti, le conseguenze sono nefaste. 

Altri momenti delicati: le tempistiche del lancio del prodotto (è importante non farsi “bruciare” l’idea dalla concorrenza, ma nemmeno rilasciare un prodotto ancora acerbo); la scelta del prezzo; la difficoltà a espandere la base geografica.  

Infine, un po’ di sano realismo è importante. Bisogna fidarsi delle proprie intuizioni, ma anche capire quando è tempo di prendere le distanze da un prodotto mal riuscito. Chi lo dice che a quel punto non arriverà l’idea vincente?

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