La lotta delle startup agli sprechi alimentari

La lotta delle startup agli sprechi alimentari

Secondo la FAO, ogni anno vengono sprecate 1,3 miliardi di tonnellate di cibo. Per i motivi più disparati, una quantità incredibile di alimenti finisce nell’immondizia, per mano di privati e aziende, famiglie e negozianti. Lo spreco di circa un terzo del cibo prodotto per il consumo umano porta con sé delle conseguenze a livello ambientale ed economico. Ecco quindi che un certo numero di startup nate negli ultimi anni si è adoperato per affrontare questo problema, con approcci diversi. 

Too Good To Go è una startup nata nel 2015 in Danimarca e diffusasi rapidamente in altri paesi europei. Il suo scopo è aiutare negozi, ristoranti, panifici, pasticcerie, supermercati a recuperare il cibo “troppo buono per essere buttato” e dargli una seconda chance. I commercianti si registrano sull’App per offrire il cibo invenduto: Magic Box a prezzi ridotti (tra i 2 e i 6 euro) contenenti i prodotti alimentari che non possono essere rimessi in vendita il giorno successivo. Gli utenti, a loro volta, possono usare la geolocalizzazione per individuare i negozi più vicini, ordinare la Magic Box e poi passarla a ritirare. Too Good To Go è arrivata in Italia nel 2019, all’attivo ha la vendita di più di 11 milioni di Magic Box in tutta Europa.

Combatte gli sprechi alimentari anche Bella Dentro, la startup ideata da due trentenni milanesi, per riabilitare i frutti e gli ortaggi “brutti ma buoni”. L’obiettivo è creare una filiera di distribuzione alternativa rispetto a quella in vigore oggi, che dà molta importanza alla componente estetica. I fondatori di Bella Dentro si rivolgono direttamente ai produttori per raccogliere la frutta scartata dalla distribuzione ufficiale: quella con piccoli difetti estetici, che però non influiscono in alcun modo sulla bontà e sulle proprietà nutritive degli alimenti. Ci sono ad esempio i prodotti “segnati” dalla grandine, dagli urti causati dal vento, dallo sfregamento con altri frutti e con i rami contigui, oppure frutti e ortaggi dalle dimensioni anomale – troppo grandi o troppo piccoli – e dalla forma irregolare.

“Sprechi basati su canoni puramente estetici e non qualitativi, che creano un danno enorme agli agricoltori, all’ambiente e alla nostra economia” spiegano i fondatori sul sito. Nata nel 2018, Bella Dentro ha dato il via alle vendite ad aprile 2019 con l’ausilio di un Ape Car, e ha salvato 45 tonnellate di prodotti ortofrutticoli italiani rivendendoli scontati del 20% rispetto al prezzo standard. 

Tra i piani per il futuro, Bella Dentro conta l’apertura di un negozio milanese e l’avvio di un laboratorio di trasformazione alimentare per aggirare il limite della deperibilità della frutta e produrre succhi, marmellate, essiccati, puree. E salvare così ancora più frutta e verdura. sprechi_alimentari

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