Giganti tech contro il cambiamento climatico

Giganti tech contro il cambiamento climatico

Si può tornare indietro nel tempo? Usare una tecnologia per azzerare i risultati delle nostre azioni? L’idea suona fantascientifica, ma è proprio quello che Microsoft ha dichiarato di voler fare in rapporto alle proprie emissioni di gas serra. Per capire questa asserzione, andiamo con ordine. 

A gennaio 2020 Microsoft ha annunciato un piano molto ambizioso per la lotta al cambiamento climatico: arrivare a catturare dall’atmosfera l’equivalente delle emissioni inquinanti prodotte dall’anno della sua fondazione, il 1975. Un obiettivo che il gigante tech vuole raggiungere entro il 2050, attraverso dei passaggi intermedi. 

Allo stato attuale, Microsoft si dichiara “carbon neutral”: con questo termine indica lo sforzo di controbilanciare le emissioni di gas serra con iniziative green. Per esempio, l’apertura di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili oppure iniziative per ridurre i fattori inquinanti nei paesi in via di sviluppo. Microsoft ha adottato anche delle misure interne, come la tassazione delle divisioni che producono gas serra, e programma l’aumento della tassazione lungo tutta la catena di produzione, in modo da usare i ricavi per finanziare le iniziative di ricerca ambientali.

Entro il 2030, infatti, Microsoft vuole alzare l’asticella e diventare “carbon negative”, cioè rimuovere dall’atmosfera più emissioni di quelle prodotte. Secondo gli esperti, per farlo un’azienda deve assicurarsi che la propria produzione sia basata solo su fonti rinnovabili (un obiettivo fissato da Microsoft per il 2025), ma anche intraprendere delle azioni concrete per eliminare le emissioni prodotte da sé, dai propri fornitori e dai clienti che usano i prodotti. 

Ecco quindi che il finanziamento per la ricerca diventa fondamentale: al momento, la rimozione di CO2 dall’atmosfera avviene tramite la piantagione di nuove foreste o l’espansione di quelle esistenti, perché le tecnologie esistenti per assolvere questo scopo sono estremamente costose. La decisione di Microsoft di investire un miliardo di dollari per le innovazioni destinate a ridurre, catturare e rimuovere diossido di carbonio dall’atmosfera potrebbe quindi essere un contributo fondamentale per rendere più accessibili queste tecnologie e facilitarne la diffusione.  

L’annuncio di Microsoft segue quello di Amazon, che a settembre aveva dichiarato l’obiettivo di raggiungere la neutralità entro il 2040. Quanto saranno efficaci le iniziative dei giganti tech nella lotta al cambiamento climatico? Ai posteri l’ardua sentenza, ma nel frattempo sembra che anche le realtà più piccole potranno beneficiare della loro scesa in campo.Climate_change (1)

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