Aria di casa

Aria di casa

Aria_di_casa_dolce_casaL’attenzione alla qualità dell’aria che respiriamo è sempre più alta, specialmente nelle grandi città.

Se alcune sigle sono ancora difficili da decifrare (chi sa la differenza tra pm10 e pm2.5?), in linea di massima l’ABC per un’aria pulita è noto a tutti: in caso di livelli alti di smog, il vento e la pioggia aiutano a ridurre la quantità di polveri sottili in atmosfera, così come la presenza di alberi e aree verdi. Ma l’interesse per la salubrità dell’aria non dovrebbe fermarsi alla soglia di casa.

Con il termine “inquinamento indoor” si fa riferimento alla presenza di componenti chimiche, biologiche e fisiche all’interno degli edifici. Tra casa e ufficio passiamo gran parte delle nostre giornate: è quindi essenziale saper riconoscere e neutralizzare i fattori che possono rendere meno salutare la qualità dell’aria.

Prima di tutto: la ventilazione è importante, anche tra le mura domestiche. Negli ambienti umidi e chiusi, funghi e batteri proliferano con più facilità, causando problemi respiratori in particolare a chi soffre di allergie. Quindi sì al ricambio d’aria: finestre aperte per cinque minuti due-tre volte al giorno; ricordarsi di accendere la ventola quando si cucina; aerare le stanze quando si usano prodotti chimici per la pulizia.

A proposito di pulizia: è fondamentale tenere l’ambiente pulito (ed eliminare eventuali muffe sul nascere), ma bisogna fare attenzione nella scelta dei prodotti. Molti, infatti, rilasciano solventi organici volatili durante l’utilizzo, che sono dannosi per la salute. Sono quindi preferibili i detergenti naturali e candeggina, ammoniaca, aceto e bicarbonato per la pulizia quotidiana, ed è bene dotarsi di un buon aspirapolvere che non rilasci polvere durante l’utilizzo.

Un occhio di riguardo va anche al condizionatore: svolgere periodicamente la manutenzione è indispensabile (nonché obbligatorio per legge), per evitare che il filtro diventi terreno fertile per la proliferazione di muffe e batteri, poi messi in circolazione con il sistema di aerazione. Sono sempre più diffusi anche i depuratori d’aria domestici, un mercato in forte crescita specialmente tra chi soffre di allergie e disturbi respiratori. Il range di prezzi varia in base marchio e alla qualità del dispositivo, ma si aggira tra le centinaia e il migliaio di euro.

Una soluzione più economica, ma anche più gratificante dal punto di vista estetico? Le piante. La NASA, negli anni ottanta, effettuò uno studio intitolato: “A study of interior landscape plants for indoor air pollution abatement” che individuava le piante più efficaci per ridurre la presenza di sostanze dannose per l’uomo negli spazi chiusi. Tra queste le felci, l’edera, i filodendri, il ficus e il “tronchetto della felicità” – nonostante il nome innocuo, è un killer micidiale di particelle in sospensione come benzene e formaldeide.

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