Cosa resterà del 2018 tech

Cosa resterà del 2018 tech

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Se c’è una parola straniera che quest’anno merita di entrare a pieno titolo nel nostro dizionario, quella è l’aggettivo disruptivedirompente, in italiano. Non è un neologismo, eppure non l’abbiamo mai sentita così spesso come nel 2018: che ci sia una spiegazione? Certo andare a capire nei dettagli com’è che questo termine sia entrato a far parte dei nostri discorsi è troppo complesso – e non è nemmeno nelle mie corde, a dirla tutta –, ma c’è da dire che se andiamo a ripercorrere a ritroso gli ultimi 12 mesi, perlomeno sul versante tecnologia e innovazione, le occasioni per utilizzare questa parola sono davvero tante. Forse, insomma, non si tratta di un caso – o forse, semplicemente, mi piace pensarla così .

Nel 2018 abbiamo preso a parlare come mai prima d’ora di machine learning, per esempio, quello che permette alle macchine, compresi i nostri dispositivi elettronici, di imparare in automatico, anche senza essere state esplicitamente programmate. Chatbot e robot sempre più intelligenti, interattivi e capaci di apprendere attraverso l’esperienza e grazie anche ai propri errori, ma non solo. Siamo agli inizi di una nuova “rivoluzione industriale”, laddove il concetto di automazione assume tinte ancora più decise e si estende in modo capillare nel settore manifatturiero come in quello dell’energia, passando per la medicina, la ricerca scientifica e (ed è forse questa l’ultima frontiera) il mondo del business, dove strategie e modelli finanziari sono al centro di una rapida evoluzione.

Altro concetto chiave di questi mesi, e che rimarrà fondamentale anche nel 2019, è quello di blockchain, letteralmente catena dei blocchi, un’”impalcatura digitale” attraverso la quale archiviare e condividere informazioni in modo sicuro non è più soltanto un miraggio. In pratica, si vengono a creare dei database decentralizzati e distribuiti su moltissimi nodi della rete, anziché uno solo e centrale, in modo che sia impossibile per un’entità esterna violarne il contenuto, o falsificarlo. Il potenziale di questa strategia è immenso, sta aprendo a moltissime opportunità di business e sicuramente detterà legge in fatto di transazioni e di privacy per molto tempo.

E potremmo continuare citando l’Internet of Things, il deep learning o, ancora, il 5G, l’ultimo standard per la connessione dati. Il 2018 ha avviato rivoluzioni che, per portata e per versatilità, incontreremo sempre più spesso nella nostra vita. Teniamoci pronti, perché stiamo per assaporare da vicino cosa significa, davvero, disruptive.

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