I social e la geolocalizzazione: 6 tipi di amici che abbiamo

I social e la geolocalizzazione: 6 tipi di amici che abbiamo

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Negli ultimi anni, siamo stati letteralmente sommersi dai social network. La nostra vita è in qualche modo cambiata: se prima ci sembrava strano condividere o raccontare (anche solo a voce) parti della nostra vita privata o personale agli sconosciuti, adesso siamo in preda al “devono sapere tutto di tutti”. Insomma, il concetto di “privacy” è notevolmente cambiato.

Quando è accaduto tutto ciò? Quando abbiamo smesso di farci i fatti nostri e abbiamo deciso che il nostro “amico” (termine abusato sui social) dovesse sapere tutto di noi? Parliamoci chiaro: a volte fa anche comodo condividere alcune informazioni. Con un bel messaggio chiaro indirizzato a tutti, ad esempio, si risparmiano molte telefonate. Qui, però, approfondiremo il discorso sulla privacy analizzando soprattutto una delle funzioni che potenzialmente contengono più rischi: la geolocalizzazione.

La geolocalizzazione: dubbi e curiosità

Secondo Wikipedia, “la geolocalizzazione è l’identificazione della posizione geografica nel mondo reale di un dato oggetto, come ad esempio un telefono cellulare o un computer connesso o meno ad Internet, secondo varie possibili tecniche”. Nella pratica del nostro vivere social, è quando – postando una foto o un testo – diciamo a tutto il mondo cosa stiamo facendo e dove lo stiamo facendo.

Su Instagram tutto questo è particolarmente evidente: basti pensare a quello che fanno i nostri amici e, ovviamente, a quello che facciamo noi!

Ecco che rapporto hanno con la privacy queste sei tipologie di utente:

L’Instagrammer smanettone egoriferito

Per lui esiste solo Instagram. Deve assolutamente far sapere a tutti dove si trova e cosa sta facendo. Il geotag (abbreviazione della geolocalizzazione) non è un’opzione, ma una certezza. Spesso si chiede perché non parta in automatico.

L’Instagrammer smanettone ma dubbioso

Il personaggio in questione ha lo stesso ego dell’amico sopracitato, ma non vuole sempre far sapere dove si trova, non vive di follower e ha la folle paura che qualcuno lo rintracci o lo veda mentre fa la foto al suo piatto.

L’utente social medio ‘sborone’

Lui non si fa problemi, non crede nella privacy e posta qualsiasi cosa, da Facebook a Instagram mette indiscriminatamente foto dei figli, dei parenti, delle vacanze e delle amanti. Il suo unico obiettivo è far sapere al pianeta che ha una vita e non bada a spese. Il geotag non sa nemmeno cos’è veramente ma lo usa per dire a tutti: ”…hey sono qui, sono un figo!”.

L’utente social media tecnologicamente timido

Lui è quello spaventato dalla tecnologia. Usa Facebook con parsimonia e ha il profilo Instagram privato (contradizione in termini), non mette mai il geotag perché ha paura di far sapere dove si trova e cosa sta facendo. Spesso usa meme o frasi di altri per camuffare la sua insicurezza.

Il “selfier”

Abbiamo tutti un amico o amica che vive di soli selfie: non importa cosa fai o dove sei, devi per forza farti un selfie. Con la pinta di birra in mano, con il fioraio, con il postino o la maestra delle elementari, lui geotagga sempre, non ha paura a dire dove si trova e lo fa con la stessa accuratezza delle foto. Sono qui e sono bello/a.

Il ladro

Piccolo genio tecnologico, è quasi sempre un vostro amico su Facebook e cerca di capire quando siete partiti per le vacanze. Segue i vostri geotag sui vari canali social e vorrebbe entrare in casa vostra non appena possibile. Preferisce i VIP (voi non avete la casa abbastanza bella) e non sa che avete un alano a guardia dell’appartamento.

Scherzi e battute a parte, molti di questi casi umani e personaggi sono veri e lo sapete anche voi. Il geotag, come tutti gli strumenti tecnologici attraverso i quali possiamo diffondere dati personali, deve essere utilizzato con intelligenza. Imparando a usare i social con intelligenza è possibile vivere sani e senza paure!

Raccontatevi sui social e fate sapere dove siete solo se vi fa davvero piacere: non è obbligatorio farlo sapere per forza e soprattutto ricordatevi che il mondo li fuori non sta aspettando vostre notizie!

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