Tempo libero

Architettura sostenibile: tre grandi opere pensate per l’ambiente

8 agosto, 2019

building_500x329.001

Per costruire un mondo più sostenibile bisogna partire dalle fondamenta. Ed è questa la direzione verso cui architetti, ingegneri, scienziati e costruttori di tutto il mondo si stanno muovendo. Sono molte le opere pensate in ottica sostenibile, che abbiano uno scarso impatto ambientale e che, in alcuni casi, collaborino direttamente con l’ecosistema in cui sono costruite. Ecco tre esempi.

L’eco-murale a Milano

L’iniziativa arriva da Worldrise, una onlus impegnata soprattutto nella protezione dell’ambiente marino. Grazie al progetto “No Plastic More Fun”, gli abitanti del capoluogo lombardo potranno candidare il muro di un edificio semplicemente inviando la location all’indirizzo mail candidailtuomuro@worldrise.org. L’artista Iena Cruz si occuperà poi della realizzazione di un murales, dipinto con l’airlite, una vernice in polvere in grado di assorbire gli agenti inquinanti presenti nell’aria e trasformarli in molecole di sale, depurando di fatto l’aria circostante. Il bozzetto sarà presentato a fine settembre.

Amsterdam ArenA

Costruito nel 1996, lo stadio dedicato a Johan Cruijff negli anni è diventato un modello di riferimento per gli impianti sportivi di tutto il mondo. La struttura dispone di un tetto retrattile, 4.200 pannelli solari, un sistema di recupero delle acque piovane e un parcheggio sotterraneo con 25.000 posti, dotato anche di stazioni di ricarica per auto elettriche. Si tratta di un’opera completamente autonoma dal punto di vista energetico e, grazie alla sua versatilità, è in grado di ospitare non solo partite di calcio, ma anche un’altra miriade di eventi. La sua costruzione, inoltre, ha garantito la riqualificazione dell’area in cui sorge, dandole nuova vita.

HouseZero a Harvard

Circa il 40% del consumo di energia mondiale – e il conseguente inquinamento – proviene dagli Stati Uniti. Per questo lo studio norvegese Snøhetta, in collaborazione con l’università di Harvard, ha ristrutturato un edificio degli anni ’40 a Cambridge, Massachusetts, creando uno spazio di lavoro: un vero esempio di bioedilizia. La struttura, come dice il nome, produce zero emissioni di carbonio ed è autosufficiente a livello energetico, grazie ai pannelli solari posizionati sul tetto e a tutta una serie di accorgimenti. L’atmosfera interna è controllata da 285 sensori che analizzano l’aria e gestiscono le condizioni dell’edificio in automatico. La ventilazione e la luce interne sono completamente naturali, grazie a un camino solare, finestre smart e un sistema di filtraggio della luce che consente di non usare quella artificiale nelle giornate anche parzialmente soleggiate.

Condividi