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Pro e contro dei videogiochi in realtà aumentata

31 luglio, 2019

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Per molti, soprattutto fra i millennials, l’estate del 2016 verrà ricordata tra le più indimenticabili della propria vita. Il 15 luglio in Italia usciva infatti Pokémon Go, il gioco che, grazie alla realtà aumentata, avrebbe portato alla luce il mondo di Ash e Pikachu: il sogno di trovarsi “veramente” di fronte a quella difficile scelta iniziale tra Charmender, Bulbasaur e Squirtle, così come la possibilità di andare in giro a catturare i famosi mostriciattoli, era finalmente diventato realtà.

Pokémon Go e Ingress ancor prima (entrambi prodotti da Niantic), hanno introdotto una nuova concezione di videogame, non solo a livello tecnologico ma anche come modalità di gioco, poiché gli utenti non sarebbero più stati obbligati a sedersi di fronte a una TV o a interagire unicamente con una console portatile.

Circa un mese fa gli stessi creatori di Pokémon Go hanno lanciato Harry Potter: Wizards Unite. Sarà stato un po’ come ricevere la lettera di ammissione ad Hogwarts per i millennials che hanno potuto così realizzare un altro sogno di infanzia, ovvero quello di poter scegliere la propria bacchetta, entrare a far parte di una delle quattro casate (Grifondoro, Serpeverde, Corvonero e Tassorosso) e combattere al fianco di altri maghi girando per le strade della propria città.

I primi dati relativi a Harry Potter: WizardsUnite indicano oltre 400.000 download negli Stati Uniti e in Gran Bretagna nelle prime 24 ore. Come previsto, un grande successo per il nuovo prodotto di Niantic, sebbene non paragonabile a quanto ottenuto da Pokémon Gotre anni fa (capace anche di concorrere con Candy Crush), complice forse il fatto che ormai non si tratta già più di una novità per quanto riguarda la tecnologia applicata.

I numeri ci indicano quindi che i videogiochi per mobile che si basano sull’AR – realtà aumentata – non sono più solo un trend, ma una vera e propria realtà, e la riflessione sui pro e contro è d’obbligo.

A primo impatto, sono molti coloro i quali temono che questa tecnologia ponga i ragazzi di fronte a una realtà distorta e che inoltre li spinga a non staccare mai gli occhi da uno schermo, potendo giocare sia a casa con una classica console, che fuori attraverso lo smartphone.

Secondo alcune ricerche – condotte soprattutto su Pokémon Go– anche i benefici di questa categoria di giochi sarebbero però molteplici, a cominciare dalla nascita di comunità. Spesso infatti vengono organizzati meeting in giro per il mondo, in cui, per sconfiggere un nemico o catturare un personaggio raro, è necessario unire le forze e, questa volta, non dalla propria cameretta. Tutto ciò avrebbe delle ripercussioni positive negli utenti, sia a livello mentale, visto che molti hanno dimostrato un livello di stress inferiore grazie anche alla maggiore gratificazione che questi giochi garantiscono, sia a livello fisico, dovendo muoversi in lungo e in largo per raggiungere gli obiettivi.

Non mancano inoltre le applicazioni con fini ancora più nobili. Alcuni sviluppatori hanno infatti realizzato giochi in AR per bambini malati di cancro per distoglierli dalla loro difficile realtà. Un motivo in più forse per valutare in positivo il progresso tecnologico anche in ambito gaming.

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