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Digital street art: la nuova vita dell’arte urbana

29 maggio, 2019

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Fin dai tempi dell’invenzione della ruota, la tecnologia ha condizionato fortemente l’arte in tutte le sue espressioni. L’innovazione tecnologico-scientifica ha favorito il progresso artistico lungo la storia, dando vita a nuove tecniche e correnti di pensiero.

Oggi però la tecnologia è spesso parte integrante dell’arte (soprattutto di quella visiva), sia per quanto riguarda la creazione dell’opera che per la sua fruizione.

L’esempio perfetto di queste nuove forme espressive riguarda la street art. Da sempre classificata come un atto di trasgressione e disturbo, l’arte di strada ha ora un’accezione più positiva, tanto che spesso gioca un ruolo fondamentale all’interno di progetti di riqualificazione urbana.

Torino, così come Milano nel 2017, ha sposato la causa “aprendo” il MAUA, il Museo di Arte Urbana Aumentata: 46 opere di street art in realtà aumentata sparse per la città, in grado di prendere vita attraverso lo smartphone grazie all’app Bepart. Un’occasione per scoprire zone più periferiche in maniera creativa e proattiva.

Uno dei maggiori esponenti della corrente digital della street art è Luis Valle, artista nicaraguense cresciuto negli Stati Uniti. Sui suoi murales, Valle installa delle targhe che permettono all’opera di muoversi, cambiare colore e interagire con l’utente.

Anche per Pascal PBOY Boyart la tecnologia rappresenta un prezioso alleato per l’artista. Come molti altri street artist, Boyart si definisce contrario alla possibilità di vendere le proprie opere e di rinchiuderle all’interno di uno spazio espositivo. Per questo la sua firma consiste in un QR code che permette agli utenti di effettuare una donazione direttamente all’artista: un modo smart per finanziare la propria creatività.

In altri casi la tecnologia può costituire una fonte di ispirazione. L’artista siciliano Salvo Ligama, in collaborazione con un ingegnere informatico, ha sviluppato un algoritmo che associa dei colori ai suoni. In pratica Ligama registra i rumori dell’ambiente circostante e l’algoritmo li traduce in colori che vengono poi utilizzati per dipingere l’esterno di ruderi, stalle, magazzini o abitazioni delle campagne siciliane: un’espressione cromatica del mondo esterno.

Il connubio tra arte e tecnologia si rivela quindi ancora una volta vincente, non solo per le infinite possibilità che possono nascere dalla loro interconnessione, ma soprattutto per l’effetto positivo che quest’unione ha a livello sociale.

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