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Virtual influencer: la nuova frontiera del marketing

7 maggio, 2019

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Negli ultimi 10 anni il mondo del marketing ha subito un’evoluzione senza precedenti. L’avvento dei social network ha portato una nuova concezione di pubblicità con cui ci confrontiamo sempre più spesso.

Di questo mondo fanno parte gli influencer, profili divenuti più o meno famosi attraverso la condivisione delle proprie vite e/o dei propri interessi sui loro canali. Grazie alla loro “rilevanza”, vengono spesso utilizzati dai brand per veicolare un messaggio o un contenuto, che ha quasi sempre una risonanza maggiore e più mirata verso il target che il marchio desidera raggiungere.

E se d’un tratto gli influencer reali fossero rimpiazzati da dei loro alter ego virtuali?

Si chiamano virtual influencer e da qualche anno popolano il mondo dei social, in particolare Instagram per l’occidente e WeChat in Asia. Si tratta di personaggi inventati, vere e proprie opere di motion graphics e intelligenza artificiale che danno vita a individui di fatto inesistenti.

Per capire meglio di cosa stiamo parlando, basta visitare il profilo di Lil Miquela. Creata nel 2016 da Brud, società di robotica statunitense, è diventata presto una dei più famosi virtual influencer a livello globale e, grazie ai suoi 1,5 milioni di follower, la “robot diciannovenne di Los Angeles” – come lei stessa si descrive – ha potuto collaborare con premium brand tra cui Chanel, Moschino e Prada.

Il settore della moda sembra essere quello che si presta maggiormente a questa nuova frontiera dell’influencer marketing, tanto che anche Gucci ha scelto una testimonial robotica per una delle sue ultime campagne nel mercato cinese. Si tratta di Erica, ventitreenne  giapponese creata dall’Intelligent Robotics Laboratory di Osaka, un’umanoide in grado di parlare e di assumere diverse espressioni facciali, diventata in poco tempo un’icona della moda di lusso in Cina.

La notizia buona è che, al contrario di quanto succede con gli influencer reali, spesso fortemente invidiati, questi nuovi personaggi virtuali permettono agli utenti di avvicinarsi al loro stile di vita. Per esempio, Zepeto è un’app che permette di creare un avatar 3D, dando quindi a tutti la possibilità di diventare virtual influencer.

Tutto ciò richiede una grande expertise sia in fatto di tecnologia che di gestione dei profili social, ma allo stesso tempo rappresenta un’ottima opportunità per i brand, sia a livello economico che di variabilità dei contenuti da poter proporre.

Di sicuro i virtual influencer non sostituiranno gli esseri umani – almeno non in tutti i mercati – ma probabilmente la loro presenza sarà sempre più comune nei nostri feed.

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