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Pesce d’Aprile: come si è evoluto grazie al web

9 aprile, 2019

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Sembra passata una vita da quando il pesce d’aprile consisteva semplicemente nell’attaccare il disegno di un pesciolino sulla schiena di un nostro compagno di scuola. Uno scherzo ingenuo che negli anni si è evoluto fino a diventare un appuntamento imprescindibile per il mondo del web.

Le origini di questa tradizione risalgono addirittura al XVI secolo. La leggenda narra che una buona parte della popolazione francese, contraria all’adozione del calendario gregoriano, abbia continuato per lungo tempo a scambiarsi regali tra il 25 marzo e il 1° aprile, ossia i giorni in cui precedentemente veniva festeggiato il Capodanno.

Il loro attaccamento alla tradizione scatenò l’ironia di molti connazionali, che cominciarono a far loro regali durante feste inventate, spesso contenenti un biglietto con scritto: pesce d’aprile.

L’usanza si è poi diffusa prima in Germania, poi in Inghilterra e in Italia, fino a diventare un appuntamento globale, soprattutto nei paesi occidentali.

Nell’ultimo decennio abbiamo assistito a ogni tipo di scherzo: dalla scoperta dell’esistenza dei draghi, ai sequel di film storici, fino a vere e proprie campagne pubblicitarie. Quest’anno due degli esempi più interessanti sono arrivati da Google.

Giocando con la nuova moda degli assistenti virtuali, il famoso motore di ricerca ha “lanciato” Google Tulip, una nuova funzione di Google Home in grado di dar voce alle piante, decodificando le informazioni attraverso le loro radici.

Google Maps invece ha puntato su una visione più interattiva del pesce d’aprile, creando una versione rivisitata di Snake, uno dei giochi più di successo della storia della telefonia mobile.

Nel mondo del digital marketing uno dei brand che ha fatto parlare molto di sé è Burger King. La famosa catena statunitense di fast food ha lanciato “The Impossible Whopper”, ossia una rivisitazione del suo hamburger più venduto fatta con carne vegetale, ma dal sapore del tutto simile a quello originale. Quello che però sembrava inizialmente uno scherzo, più tardi si è trasformato nel lancio vero e proprio di un nuovo prodotto, ribaltando così il concetto di pesce d’aprile.

Anche Greta Thunberg ha voluto mettere la sua firma sulla giornata dedicata agli scherzi. Con un post su Instagram la giovane attivista svedese ha dichiarava: “Dopo aver incontrato così tanti leader mondiali ho capito che la situazione climatica ora è sotto controllo e sono pronti ad agire. Posso quindi tornare a scuola regolarmente.” Passata qualche ora Greta ha modificato il post, scrivendo chiaro e tondo: “PESCE D’APRILE!”.

X Factor, il talent show musicale più seguito in Italia, ha fatto prendere un bello spavento (o almeno ci ha provato) a molti dei suoi fan, comunicando su Twitter le dimissioni del proprio presentatore Alessandro Cattelan. Molti hanno scovato subito l’inganno, mentre altri hanno abboccato all’amo. Il tutto poi è stato smentito nel pomeriggio sui canali del diretto interessato.

Di esempi, più o meno riusciti, ce ne sarebbero praticamente all’infinito, a testimonianza di quanto un’usanza inizialmente insignificante e dal carattere fortemente locale sia diventata un’esigenza di marketing, oltre che un’occasione per vivere tutto un po’ più alla leggera.

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