Tempo libero

Tra tradizione e innovazione: la svolta dei giochi del 21° secolo

8 marzo, 2019

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Stare al passo con i tempi è una delle sfide più difficili dell’epoca in cui viviamo. Il continuo cambiamento tecnologico ci spinge a essere costantemente aggiornati su tutto ciò che ci circonda e spesso rimaniamo spiazzati di fronte all’ultimo robot o al nuovo social network di tendenza.

Questa sfida non riguarda soltanto la nostra quotidianità, ma anche tutti i mercati e i brand che devono far fronte al continuo rinnovamento delle esigenze dei propri clienti. È il caso delle aziende produttrici di giocattoli, che non solo devono confrontarsi con tutti questi cambiamenti, ma anche rivolgersi al pubblico più esigente che esista: i bambini.

Per queste aziende la sfida è ancora più complessa, poiché ormai già in tenera età i bambini vengono a contatto con la tecnologia e per loro risulta del tutto naturale giocare con lo smartphone o il tablet dei genitori.

Da qui nasce l’idea di “contaminare” il mondo dei giocattoli analogici tradizionali, dando loro un twist più tech.
Un esempio è lo Smart Globe Explorer di Oregon Scientific, un mappamondo che sfrutta diversi livelli di tecnologia, tra cui l’intelligenza artificiale e la realtà aumentata. Tramite una smart pen – a forma di razzo – il bambino viene a contatto con una serie di informazioni di vario genere (dalle capitali alle popolazioni fino alle news real time) semplicemente selezionando un paese o un’area geografica. Inoltre, scaricando l’apposita app, sul proprio dispositivo (smartphone o tablet) appariranno elementi iconici del luogo che stiamo inquadrando: ad esempio le Piramidi in Egitto o i canguri in Australia.

Anche un colosso come Lego ha dovuto cedere alla tentazione di introdurre la tecnologia nei propri set. Qualche settimana fa l’azienda danese ha lanciato Lego Hidden Side: partendo dall’iniziale – e tradizionale – assemblaggio dei vari mattoncini, il set vive poi una seconda vita. Anche in questo caso, scaricando un’app dedicata e sfruttando la realtà aumentata, il bambino ha la possibilità di interagire con le sue costruzioni attraverso un device, facendolo diventare una sorta di videogioco.

Un’altra grande azienda che ha inserito una forte variante tecnologica in uno dei propri prodotti è Hot Wheels, che ha creato A.I. Intelligent Race System. Il gioco consiste sempre nel guidare una macchinina telecomandata su una pista creata dal bambino. Grazie all’intelligenza artificiale però è possibile selezionare modalità e difficoltà di gioco, oltre che sfruttare piccoli stratagemmi beffardi per rallentare i propri avversari.

L’Orso Parker dell’azienda Seedling è quello che potrebbe essere definito “Il tamagotchi dei giorni nostri”. Si tratta infatti di un orsacchiotto di peluche che, anche in questo caso, dispone di un sistema tecnologico che prende vita grazie alla realtà aumentata. Il compito del bambino è prendersi cura del suo amichetto.

Molti sono a favore della commistione di questi due mondi, ma rimane comunque forte l’idea che, con l’intrusione della tecnologia, si perdano sia il senso del gioco che alcuni aspetti cognitivi importanti per la crescita del bambino. Di sicuro è un passo deciso verso una nuova frontiera del divertimento e, al di là di quello che possiamo pensare noi adulti, saranno i bambini a dirci se la tecnologia è un valore aggiunto o un ostacolo alla creatività.

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