Salute

Robot in sala operatoria, ecco i nuovi alleati dei chirurghi

27 febbraio, 2019

1a_500X329

Il futuro della chirurgia è sempre più tecnologico? Sembra proprio di sì: da quando, nel 2000, si è diffuso l’utilizzo del celebre robot da Vinci – sviluppato negli Stati Uniti da Intuitive Surgicalle sale operatorie hanno accolto sempre più volentieri questi alleati high tech, ormai praticamente indispensabili per alcuni tipi di interventi.

L’impiego della chirurgia robotica, che prevede il controllo a distanza di un braccio meccanico altamente tecnologico e preciso da parte di un chirurgo, ha infatti una serie di aspetti positivi che non possono più essere ignorati. Da una parte la possibilità, per i chirurghi, di operare in modo preciso facendo incisioni più piccole, dall’altra la minore degenza necessaria per i pazienti, con un risparmio economico non da poco per le strutture sanitarie.

L’Italia non si è lasciata trovare impreparata ed è tra i primi paesi in Europa – a pari merito con la Francia – per il numero di robot presenti nei suoi ospedali. Da Milano a Catania, i robot da Vinci sono impiegati in tutta la Penisola, specialmente per interventi di chirurgia urologica, in cui detengono il primato: la precisione, in zone così anatomicamente complesse, è fondamentale per il buon esito delle operazioni. Grazie all’impiego dei robot i pazienti hanno un decorso post-operatorio più rapido e meno doloroso.

Per la chirurgia robotica il futuro si prospetta ancora più high tech: Philips, per esempio, ha annunciato lo sviluppo di una nuova tecnologia di navigazione chirurgica che sfrutta la realtà aumentata in combinazione con i raggi X. Una novità progettata per la chirurgia vertebrale, cranica e traumatologica, guidata da immagini che rendono minima l’invasività dell’operazione.

Ma non solo: l’intelligenza artificiale entrerà presto in campo (o meglio, in sala operatoria), grazie ad algoritmi di machine learning che aiuteranno nella definizione della diagnosi e nel registrare una serie di “pattern” da seguire durante le operazioni di routine. Sembra proprio che i chirurghi avranno assistenti sempre più high tech: una conquista per tutti, soprattutto per i pazienti.

Condividi