Tempo libero

La nuova vita (ecologica) del caffè

20 febbraio, 2019

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Ci dà energia al mattino, ci fa tornare operativi al lavoro dopo pranzo, ci risveglia in qualunque momento della giornata: il caffè, per molti di noi, è un indispensabile carburante. Negli ultimi anni, però, oltre a dare la carica a noi che lo beviamo, il caffè è diventato un vero e proprio combustibile. E non solo. Gli scarti di caffè, numerosi un po’ ovunque, si sono prestati a diversi utilizzi, ecologici ma anche creativi, che vale la pena scoprire.

Pensiamo per esempio agli iconici bus di Londra: grazie a un accordo tra Shell e l’azienda eco-friendly Bio Bean, nel 2017 è stato fatto un combustibile contenente una percentuale di olio di caffè. Un’innovazione interessante e decisamente sui generis, che però non è l’unica dell’azienda inglese, che ogni anno raccoglie gli scarti di caffè dei principali coffee-shop di Londra per creare pellet per stufe e combustibili per il barbecue. Un’idea che non poteva sfuggire nemmeno ai maggiori consumatori di caffè, noi italiani: il pellet di caffè 100% italiano è dell’azienda Oltre Cafè.

E se fosse un’abitazione a essere alimentata solo da scarti di caffè? L’idea è venuta a Dunkin Donuts, la catena di bar famosa proprio per le sue bevande calde, che ha creato una casetta di 25 metri quadrati che ricava la sua energia proprio da un bio-combustibile composto all’80% da olio di caffè (il resto è alcol, indispensabile per farlo bruciare in modo efficiente).

Ma non è finita qui: c’è chi, con gli scarti della nostra bevanda preferita, costruisce mobili. Si tratta del designer messicano Xavier Loránd, che ha creato una linea di arredamento con i resti del caffè dei bar vicino casa. Dopo aver lavato, asciugato al sole e macinato nuovamente la polvere di caffè, Loránd l’ha miscelata a un po’ di segatura e a una bio resina di origine vegetale. Il risultato è molto simile al sughero, ma con un inconfondibile profumo di caffè.

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