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L’impegno di Bill Gates contro il cambiamento climatico

6 febbraio, 2019

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Contrastare il cambiamento climatico puntando al miglioramento di cinque aree di azione. Cinque sfide globali per salvare il Pianeta, attraverso soluzioni e invenzioni che possano costituire un vero punto di svolta. È questo l’obiettivo – ambizioso, ma concreto – di Bill Gates, l’imprenditore statunitense che da anni dedica parte delle sue risorse a progetti filantropici. 

Per questo traguardo, tutt’altro che semplice, il fondatore di Microsoft ha creato nel 2015 un fondo di investimento insieme ad altri tycoon come Jeff Bezos di Amazon e Mark Zuckerberg di Facebook: la cifra di un miliardo di dollari è stata messa in campo per finanziare la ricerca per lo sviluppo di energie rinnovabili e per fermare il cambiamento climatico.

Breakthrough Energy Ventures (BEV), questo il nome del fondo, mira allo sviluppo di nuove tecnologie in cinque aree diverse. Si parte con le fonti di energia: Bill Gates racconta come, secondo lui, le fonti rinnovabili abbiano bisogno di essere migliorate. Prima di tutto per non dipendere più dall’energia a carbone quando non c’è il sole o il vento, ma anche per una distribuzione più efficiente dell’energia stessa.

Ma non ci si può fermare all’elettricità: Gates ricorda come produrre energia sia responsabile solo del 25% delle emissioni di gas serra ogni anno, mentre sono altri gli ambiti su cui bisogna concentrare i propri sforzi. L’agricoltura, per esempio: con il bestiame, responsabile di ingenti emissioni di metano, ma anche con il disboscamento, che ci priva di preziosi alberi, indispensabili per ridurre l’anidride carbonica, per fare spazio ai pascoli.

Per contrastare il cambiamento climatico, quindi, bisogna anche rivedere il modo in cui creiamo il cibo o gli oggetti del quotidiano. Per questo Gates inserisce anche l’industria manifatturiera tra gli ambiti che hanno bisogno di un cambiamento serio: «tutta la plastica e cemento da cui siamo circondati ha contribuito al cambiamento climatico», ci ricorda.

Completano l’elenco i trasporti e le costruzioni, soprattutto i palazzi che popolano le città. Nel primo ambito, ricorda il filantropo americano, si sono fatti passi avanti per quanto riguarda le auto private. Ma l’inquinamento maggiore proviene da aerei, navi cargo e camion: per nessuno di loro esiste una versione a basso impatto ambientale. E per i palazzi in cui abitiamo? Dovremmo renderli più efficienti, meno dipendenti da sistemi di climatizzazione inquinanti e deleteri, e più ricchi di materiali eco-sostenibili.

Le startup finanziate da BEV operano dunque in questi ambiti, dalla creazione di batterie a stato solido per macchine elettriche allo sviluppo di soluzioni microbiche per sostituire i fertilizzanti azotati, passando per la messa a punto di un sistema per rendere più resistente (ma anche più ecologico!) il calcestruzzo. Lo sviluppo concreto di alcune tecnologie avrà bisogno di alcuni anni prima di vedere la luce, ma possiamo essere fiduciosi: l’impegno a salvare il Pianeta c’è.

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