Tempo libero

5 materiali (green) per il futuro

16 gennaio, 2019

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Il futuro della Terra ci obbliga a cercare nuovi materiali, più ecologici, performanti e resistenti. Designer, scienziati ed esperti sono già al lavoro per mettere a punto nuove scoperte o – semplicemente – per recuperare materiali esistenti e creare qualcosa di nuovo. Riusciremo a dire addio alla plastica e ai tessuti inquinanti? La designer Seetal Solanki ha dedicato un libro proprio a questo tema, cercando i materiali più innovativi per un futuro green. Eccone cinque da tenere d’occhio.

Scarti elettronici come materiali (preziosi) di design

Il problema dei rifiuti elettronici è molto serio: la maggior parte dei materiali non viene nemmeno riciclata, ma potrebbero essere facilmente riutilizzati. A dare l’esempio è Formafantasma, che ha recuperato scarti di computer, schede madri e smartphone per creare dei mobili di design in cui il protagonista è l’oro, prezioso materiale che spesso si nasconde in questo genere di rifiuti high tech.

Un nuovo truciolato green

A Reykjavík è stato messo a punto un nuovo tipo di truciolato di origine vegetale (derivato dalla pianta del lupino), auto-legante e biodegradabile, che non ha bisogno di colle chimiche inquinanti e che potrebbe essere utilizzato sia per la costruzione di abitazioni, che di oggetti di uso comune. L’idea è nata all’interno dell’Accademia di Belle Arti islandese.

La pelle vegetale a base di acqua di cocco

Incredibile, ma vero: dall’acqua di cocco si è riusciti a ricavare un materiale simile alla pelle, resistente all’acqua, biodegradabile e ideale per chi ha scelto uno stile di vita cruelty-free. I batteri presenti naturalmente nell’acqua di cocco, se lasciati in un ambiente umido per diversi giorni, formano una patina gelatinosa che va solidificandosi con il tempo. Da questa si ricava il nuovo materiale, una pelle vegetale decisamente eco-friendly.

Cotone grezzo per creare mobili

E se gli scarti di produzioni tessili diventassero materiale per mobili e arredamento d’interno? Succede già, grazie all’azienda danese Really, che sfrutta gli scarti di lavorazione del cotone grezzo e della lana per creare dei pannelli simili al feltro, utilizzabili per costruire oggetti per la casa e mobili.

Una nuova tintura ecologica e naturale

Tingere i tessuti ha un costo enorme per l’ambiente: si usa moltissima acqua e spesso i materiali impiegati sono altamente inquinanti. La scoperta di Faber Futures però apre nuove prospettive: hanno visto, infatti, come il batterio Streptomyces coelicolor sia in grado di tingere naturalmente materiali come la seta, in modo del tutto ecologico.

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