Viaggi

Cos’è e come si combatte in modo smart l’overtourism

18 dicembre, 2018

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Mai, come negli ultimi anni, viaggiare è diventato accessibile e sempre più semplice. Voli low cost in grado di collegare anche città meno servite, enormi navi da crociera a prezzi abbordabili e alloggi economici anche nei periodi più affollati hanno reso l’esperienza del turismo alla portata di tutti.

Ma se viaggiare ha dei risvolti positivi – soprattutto a livello economico – nelle località in cui ci si reca, purtroppo negli ultimi anni ha mostrato anche il suo lato peggiore: l’overtourism. Una parola (traducibile con “sovraffollamento turistico”) destinata a entrare nei nostri vocabolari e che, in questo 2018, è stata protagonista di numerosi dibattiti.

Moltissime località e città nel mondo si trovano ogni anno a fare i conti con una mole di turisti che supera di gran lunga il numero di abitanti: per usare un esempio a noi vicino, il centro storico di Venezia con i suoi quasi 55.000 abitanti ospita, ogni anno, 20 milioni di visitatori. Impressionante, vero?

Grandi numeri si accompagnano anche a esperienze di viaggio che, per forza di cose, sono destinate a diventare sempre meno autentiche: i turisti si ritrovano immersi in un “habitat” fatto di altri turisti, tra zaini, selfie stick e code interminabili per visitare le maggiori attrazioni. Il rischio di far diventare ogni località una Disneyland poco genuina è alto, ma diverse città stanno provando ad arginare l’overtourism e le sue conseguenze.

In che modo? Alcune località hanno cominciato a limitare il numero di turisti in ingresso, per evitare soprattutto un impatto negativo su ecosistemi o monumenti da preservare (basti pensare a Machu Picchu o al Monte Everest, ma anche all’isola greca di Santorini). Altre, come Amsterdam, stanno pensando a modi più smart e tecnologici per gestire il flusso di turisti.

La capitale dei Paesi Bassi, per esempio, ha scelto di sfruttare i dati ottenuti dalla City Card – usata da chi visita le diverse attrazioni cittadine – per analizzare il comportamento “standard” dei turisti e poter, così, spingerli a cambiare itinerario. Un esempio? Mostrare dei display elettronici col numero degli utenti in fila per il museo più gettonato, così da incoraggiare le visite in orari meno congestionati. O ancora, inviare notifiche attraverso l’app Discover the City per segnalare itinerari alternativi a quelli troppo affollati.

Venezia, invece, ha lanciato il progetto Enjoy Respect Venezia: un’iniziativa che comprende un vademecum per i turisti con alcuni consigli su come comportarsi in città, mappe per trovare i punti di ristoro più vicini, luoghi nascosti ancora da scoprire e un utile Bollettino del turista, un calendario che segnala il grado di affollamento della città, così da poter programmare in anticipo la propria vacanza scegliendo il periodo meno affollato. Un modo smart (in tutti i sensi) per arginare l’overtourism senza limitare l’ingresso dei turisti.

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