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Gli apparecchi acustici del futuro

17 ottobre, 2018

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Salute e tecnologia, si sa, vanno a braccetto: è il caso degli apparecchi acustici, protesi mediche che negli ultimi anni si sono trasformate sempre di più in veri e propri dispositivi high tech.

Sempre più piccoli e discreti, con l’avvento del digitale gli hearing aid hanno cominciato a dialogare con i cellulari, per amplificare le telefonate o la riproduzione di musica: a fare da ponte una semplice connessione Bluetooth. Sono nate poi tantissime app per smartphone pensate proprio per le diverse esigenze di chi soffre a causa dei problemi di udito: dall’amplificazione di suoni come il campanello o il citofono alla riproduzione di suoni rilassanti per chi soffre di acufeni e per questo non riesce a prendere sonno.

E se queste protesi riuscissero a fare ancora di più? Il sogno di un apparecchio acustico veramente smart è diventato realtà per Starkey, un’azienda americana che ha lanciato sul mercato Livio AI, un device ancora più tecnologico dei suoi concorrenti.

Oltre a possedere le caratteristiche di un apparecchio acustico di fascia alta, in grado di ridurre i rumori di sottofondo e isolare – quando c’è bisogno – solo i suoni utili, Livio AI è un vero e proprio tracker per l’attività fisica.

Possiede infatti dei sensori per tracciare i battiti cardiaci e – cosa ancora più importante – anche per l’equilibrio: così, in caso di caduta, il device può inviare un allarme e l’utente può ricevere soccorso immediato.

Ma non è finita qui: tra le caratteristiche di questo apparecchio acustico, la più futuristica è senza dubbio la capacità di tradurre (quasi) simultaneamente ben 27 lingue. Viene richiesta una connessione a internet perché il servizio si appoggia a quello di Google Translate, ed è una piccola grande rivoluzione per questa tipologia di protesi che presto rivelerà tutte le sue potenzialità smart.

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