Tempo libero

Con la tecnologia anche il traffico diventa smart

26 settembre, 2018

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Accelerare, frenare, fermarsi, ripartire. Frenare di nuovo, attendere ancora. Il traffico quotidiano è per molti di noi questo “loop” di azioni che rende i nostri tragitti lunghi ed estenuanti. Spettatori silenziosi dei nostri viaggi in auto sono i semafori, che decidono quando è il caso di attendere a un incrocio e quando ripartire (anche quando per strada non c’è nessuno o, al contrario, anche se l’incrocio è intasato dalle auto).

E se i semafori avessero la possibilità di influenzare positivamente il traffico, riducendolo e rendendolo più smart? L’idea è già realtà a Pittsburgh, in Pennsylvania, dove in una piccola area della città si sta sperimentando Surtrac, una rete di semafori intelligenti in grado di comunicare tra di loro, passandosi a vicenda informazioni sulla viabilità e regolandosi di conseguenza per rendere più intelligente anche il traffico cittadino.

L’intelligenza artificiale applicata al traffico, infatti, permette ai semafori di regolarsi in tempo reale, mantenendo la viabilità scorrevole per i veicoli, le bici e i pedoni: da quando è in sperimentazione, Surtrac ha ridotto del 25% il tempo speso per compiere un tragitto, del 40% quello speso in attesa del semaforo, le frenate si sono ridotte del 30% e con loro anche le emissioni (in calo del 20%).

E se il tocco smart fosse già a bordo dell’auto? In attesa che le nostre reti di semafori diventino intelligenti, possiamo sfidare il traffico con sistemi come quello messo a punto da BMW: con il BMW Connected, infatti, si può sapere in anticipo quando è meglio mettersi in auto per evitare gli ingorghi, trovare facilmente parcheggio e arrivare puntuali a destinazione.

Chi non ha un’auto BMW può farsi furbo con Google Maps, che fornisce dati attendibili sul traffico, segnando in rosso le zone più “lente” sulla mappa e dando consigli su quando è meglio muoversi per non fare tardi a un appuntamento.

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