Tempo libero

Le opere virtuali nate grazie a internet

19 settembre, 2018

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La virtualità è spesso vista come un qualcosa di freddo, distante, finto: ma cosa succede quando virtualmente si riescono a mettere insieme talenti, passioni e sensibilità?

Lo ha dimostrato per la prima volta il direttore di coro e compositore Eric Whitacre quasi dieci anni fa con un video divenuto virale: la sua idea, vincente, fu quella di raccogliere online le video-audizioni per formare un coro virtuale.

Gli utenti caricavano su Youtube le proprie audizioni seguendo, a loro volta, un video in cui lo stesso Whitacre li dirigeva. Con l’aiuto di un produttore musicale Whitacre riuscì a creare un unico video in cui le voci delle persone, registrate in tutto il mondo, dagli Stati Uniti alla Corea, dalla Svezia al Sud America, si fondevano e alternavano perfettamente, proprio come in un coro reale.

L’esperimento fu un successo sotto tutti i punti di vista, tanto che negli anni successivi il compositore statunitense arrivò a creare un coro virtuale dopo aver selezionato oltre duemila video provini.

Una storia che ricorda la più recente esperienza dei Rockin’1000, la rock band formata da 1000 musicisti che si sono esibiti a Cesena suonando simultaneamente un brano dei Foo Fighters. Anche se la loro performance è stata dal vivo, la fase delle audizioni si è svolta online: impossibile, altrimenti, pensare di mettere insieme tutti questi musicisti.

Ma non c’è solo la musica, a unire attraverso internet persone da tutto il mondo: anche la scrittura, i libri e i racconti hanno questa capacità. 20lines, il progetto di scrittura collaborativa che permette a ognuno di continuare i racconti iniziati da altri utenti, lo ha dimostrato: anche virtualmente esiste la possibilità di creare insieme e dare vita a qualcosa di nuovo.

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