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L’editoriale di luglio: In viaggio verso l’avventura

11 luglio, 2018
Contributor: 2cc6b45Alice Pace

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Avete mai fatto un’immersione per osservare da vicino i fondali marini o la barriera corallina? O un viaggio on the road? Siete mai saliti a cavallo? Vi siete mai fatti la doccia sotto una cascata? Lasciarsi andare a qualcosa di inesplorato è sicuramente la strategia migliore per collezionare esperienze entusiasmanti e memorabili. Certo ci sono dei rischi, ma per tanti imparare a conviverci è il segreto della crescita personale.

Uscire dalla propria comfort zone, secondo molti esperti può avere un impatto decisamente positivo su di noi. Rimanere sempre all’interno dei propri schemi e rimanere nel porto sicuro della propria routine, delle proprie attività e dei propri comportamenti è certo un modo per tenersi stretta una buona dose di sicurezza, evitare sbalzi d’umore e minimizzare imprevisti e stress. Ma allo stesso tempo navigare sempre all’interno del proprio porto sicuro è limitante e, non è una novità nemmeno per la psicologia, può portare a vivere nella convinzione che non siamo in grado di affrontare la paura, a un senso di frustrazione e rimpianto e, infine, a non poter esprimere il proprio potenziale fino in fondo, lasciando che le proprie performance si assestino di fatto a un livello stazionario.

Senza mai forzarsi quando non ce la si sente proprio, trovarci dinanzi a una situazione nuova può trasmetterci quella piccola dose di stress che possiamo definire “produttiva”, capace di metterci in moto con più energia e concentrazione. Tenersi aperti a nuove sfide può spingere a focalizzare meglio su se stessi e mettere in gioco risorse e capacità che non sapevamo nemmeno di avere. E a imparare, anche attraverso gli errori.

Ne sono convinti studiosi come Brené Brown, ricercatrice all’Università di Houston e protagonista di uno dei Ted Talk più visti nella storia, che spiega come il fatto di mettersi in una situazione di vulnerabilità, e quindi esporsi consapevolmente a esperienze inedite, sia un esercizio utile in vista di situazioni di stress impreviste. E a dimostrarlo ci sono anche le neuroscienze: si è visto per esempio che il nostro cervello, dinanzi alle novità, viene naturalmente stimolato ad aprirsi all’esplorazione.

E allora perché tirarsi indietro? Se siete stati titubanti finora verso quel viaggio o quell’esperienza, o se semplicemente avete sempre dovuto rimandarli, questo potrebbe essere un buon momento per rimediare, o trovare il tempo per mettervi in moto con l’organizzazione. E chissà che, al termine della pausa estiva, non vi sentiate un po’ più appagati e persino più tranquilli nell’affrontare il rientro.

Non sapete da dove cominciare tra le vostre mille idee di cose da fare almeno una volta nella vita? Iniziate col buttare giù una lista. Prima magari fatevi un giro in rete: tra idee su luoghi da visitare, cose da fare e, se cercate bene, qualche app, capirete presto quale sarà la vostra numero uno. Buona avventura!

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