Tempo libero

L’evoluzione “umana” di Google Assistant

22 giugno, 2018

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L’Intelligenza Artificiale a portata di smartphone è in continua evoluzione: gli assistenti virtuali che usiamo ogni giorno per cercare informazioni online o per memorizzare appuntamenti ci stupiscono con funzionalità sempre nuove e risposte sempre più umane.

È il caso di Google Assistant, il sistema integrato dell’azienda di Mountain View che da poco ha stupito gli addetti ai lavori con alcuni passi avanti – di prossima implementazione – davvero notevoli.

Quella che più di tutte ha lasciato a bocca aperta è Google Duplex, l’assistente virtuale in grado di telefonare ed effettuare prenotazioni al posto nostro, il tutto con una voce tutt’altro che robotica, anzi, estremamente naturale (con tanto di pause e “hmm hmm” non proprio da robot). Un impiego quasi futuristico dell’intelligenza artificiale che dovremo attendere per vedere sul nostro telefono, ma che si prospetta a dir poco innovativo.

Oltre a questo, Google ha annunciato sei nuove voci (in inglese) per il suo Assistant: tra queste troviamo anche il cantante e attore John Legend. Ma la novità è che non si tratta solo di toni di voci particolari: Google sta imparando a capire meglio quello che diciamo, cogliendo accenti e intonazioni. Presto potremo anche smettere di “svegliare” l’assistente con “Hey Google”, e sarà lui stesso a capire quando stiamo interagendo con lui.

Un’altra innovazione, promessa per questi mesi, è l’implementazione – migliorata – di Google Assistant nelle mappe: un modo per controllare anche messaggi e musica (per citarne solo due) più facilmente quando si è alla guida.

In futuro, poi, Google Assistant potrebbe essere anche più reattivo e in grado di rispondere a più richieste contemporaneamente: riusciranno Siri, Cortana e Alexa a tener testa all’assistente di Mountain View?

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