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Farming 2.0: raccogliere la verdura al supermercato

27 aprile, 2018

6.1

Verdure fresche, di stagione, e a km zero: sono questi i prodotti sempre più richiesti dai consumatori, ma non altrettanto facili da trovare. Chi riesce a coltivare il proprio orto – in giardino o in balcone – racconta la soddisfazione di poter consumare prodotti genuini e a basso impatto ambientale, ma chi non ha la possibilità o il pollice abbastanza verde cosa può fare?

Una tendenza sempre più diffusa, sia in Europa ma anche oltreoceano, è quella degli orti indoor, anche nei supermercati. Coltivazioni eco-friendly in grado di offrire ai consumatori prodotti coltivati in loco, veramente a km 0, e senza l’uso di pesticidi.

A sperimentare questa novità sono stati alcuni supermercati europei: in Belgio, sul tetto di un punto vendita Delhaize, crescono ortaggi freschi, coltivati in orto e in serra e poi venduti ai consumatori. Un progetto simile è stato portato avanti da Carrefour, in Francia.

Nei Paesi Bassi la catena Albert Heijn ha introdotto, nel reparto frutta e verdura, un orto di erbe aromatiche “Help Yourself”, che il consumatore può cogliere al momento nella quantità che gli serve: poche foglie di menta o un rametto di rosmarino, freschissimi, senza sprechi.

Anche IKEA sta facendo i suoi esperimenti con la coltivazione indoor, proprio in cucina. Lokal, questo il nome del progetto sviluppato dal suo laboratorio di ricerca Space10, sfrutta la tecnica delle coltivazioni idroponiche. I vegetali crescono su carrelli impilabili l’uno sull’altro, senza alcun bisogno di terra: al posto del suolo, infatti, viene utilizzata una speciale acqua arricchita da nutrienti. A completare questo sistema una speciale illuminazione LED a basso impatto energetico, che – secondo i designer – permetterà di coltivare vegetali molto più rapidamente e con un consumo d’acqua notevolmente ridotto (si parla del 90% in meno rispetto a un orto tradizionale).

Il trend, quindi, ci porta verso coltivazioni a basso impatto e sempre più vicine ai consumatori: sembra che molto presto anche chi vive in città potrà assaporare quotidianamente il sapore di un pomodoro coltivato a pochi passi e senza pesticidi.

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