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Architettura 2.0: dalla realtà virtuale alla stampa 3D

24 aprile, 2018

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L’architettura è sempre più “2.0”: al passo con le nuove tecnologie, trova nuovi modi per evolversi e aumentare la propria efficacia, dalla progettazione alla realizzazione di nuovi edifici.

Una rivoluzione, in questo senso, sono stati i rendering. Queste rappresentazioni 3D sono ormai fondamentali perché ci permettono di vedere come sarà un progetto prima che sia realizzato. E se potessimo quasi toccare con mano un progetto di design, immergendoci completamente e in modo del tutto virtuale? Sembra proprio questa una delle tendenza cui va incontro l’architettura, grazie alla Virtual Reality, che permette non solo di vedere un progetto per come effettivamente sarà attuato, ma anche di metterlo alla prova e di interagire con esso.

La realtà virtuale, infatti, sembra uno strumento perfetto per gli architetti in tutte le fasi della progettazione: può far comprendere al cliente la visione di insieme su un progetto, facilita il lavoro del team grazie alla sua natura immersiva (a cui chiunque può accedere comodamente dal proprio ufficio) e permette di sperimentare la sua funzionalità prima ancora di attuarlo.

Esistono già dei software, come Symmetry, che consentono di trasformare i rendering in ambienti immersivi in realtà virtuale: agli architetti basterà dotarsi di uno smartphone e di un visore cardboard (una scelta economica ma efficace) per mostrare i propri progetti (iper) realistici ai clienti.

Ma la svolta tecnologica dell’architettura non riguarda solo il piano virtuale: un’innovazione che ha fatto molto parlare di sé è la prima casa stampata in 3D. Un’idea di Icon, un’azienda specializzata in tecnologie per la costruzione, che grazie a Vulcan, un macchinario simile a una gigantesca stampante 3D, riesce a “stampare” una casa di 60 mq in cemento in solo 24 ore. Soluzioni abitative economiche (si parla di 10.000 dollari per casa) in grado di risolvere emergenze abitative in zone critiche.

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