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Dalla metropolitana ai droni, tutto sul trasporto driverless

11 aprile, 2018

Driverless 2

Il futuro dei trasporti sembra essere decisamente driverless. Veicoli senza conducente sono una realtà già molto diffusa: troviamo linee metropolitane a guida autonoma in tantissime città, dagli Stati Uniti all’Europa, perfino in Italia (Milano, Roma e Torino in testa). Ma ci sono paesi, come l’Olanda, che di questo settore sono pionieri dagli anni Novanta, tanto da arrivare a una modalità di trasporto pubblico driverless unica nel suo genere, non solo su rotaie ma su strada: è il caso di WEpod, un piccolo shuttle senza conducente pensato per brevi tragitti, una grande rivoluzione per il settore della guida autonoma.

Il trasporto driverless ha ottenuto risultati sorprendenti anche sui mezzi pesanti, con le flotte di camion “agganciati” tra di loro, che hanno dimostrato di poter ridurre le proprie emissioni e il loro impatto sulla strada grazie a un sistema che non prevede alcun autista a bordo.

Gli esperti, però, puntano il dito su alcuni aspetti molto importanti da tenere in considerazione, quando si parla del futuro del trasporto urbano: prima di tutto la necessità di migliorare le infrastrutture, ancor prima dei veicoli, per permettere un’integrazione intelligente tra i mezzi di trasporto e il tessuto urbano. In secondo luogo, riflettere su quanto si stia alleggerendo la mobilità in città: hoverboard, monopattini tecnologici, skateboard elettronici sono sempre più diffusi.
Perché allora non puntare su qualcosa che favorisca questo tipo di trasporto leggero? Un esempio è Gita di Piaggio, una vera e propria valigia a guida autonoma, in grado di seguire l’utente trasportando per lui fino a 20 kg di peso. Così si può andare a fare la spesa a piedi o in monopattino, senza temere l’ingombro dei sacchetti pesanti.

Driverless, però, non significa solo trasporto su terra. Anche i droni fanno parte di questo interessante mondo, e oltre a essere degli utili strumenti per i più creativi (riprese e fotografie aeree non sono più proibitive), oggi hanno trovato impiego anche in un settore delicato come quello degli aiuti umanitari. Nelle zone più disagiate, o in cui imperversano guerre, i droni dell’UNICEF sono mezzi preziosi non solo perché permettono di mappare le aree, fornendo informazioni in tempo reale, ma anche perché consegnano beni leggeri come medicine, vaccini e forniture mediche. Un utilizzo fondamentale che, secondo l’UNICEF, è destinato a crescere e a evolversi.

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