Viaggi

La corsa allo spazio è sempre più un business grazie ai miliardari visionari

30 marzo, 2018
Contributor: franz russo 0916Franz Russo

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“Grazie a Dio gli uomini non possono ancora volare e sporcare i cieli così come fanno con la terra!” diceva lo scrittore e filosofo statunitense Henry David Thoreau, qualche secolo fa. Ma la storia ci dice che l’uomo non ha mai smesso di rincorrere il sogno di conquistare il cielo. A cominciare da Dedalo e Icaro con le loro ali di piume di uccelli, la storia è costellata di tentativi fatti da uomini che hanno messo in gioco tutto pur di riuscirci.

Dopo la “Corsa allo Spazio” storica, quella che ha caratterizzato lo scontro tra i due blocchi Usa/Urss durante la Guerra Fredda, stiamo entrando in una nuova era. La tecnologia nel corso degli ultimi decenni è evoluta molto velocemente ma, negli ultimi anni, grazie a due super miliardari che stanno investendo molto per raggiungere i loro obiettivi, ha fatto veri e propri passi da gigante. Il riferimento è a Elon Musk, che con la sua SpaceX sta progettando il viaggio dell’uomo verso Marte, e a Jeff Bezos, patron di Amazon, che con la sua Blue Origin sta progettando un vero e proprio turismo spaziale con l’obiettivo di rendere la Luna un luogo abitabile.

Oggi l’uomo sente l’esigenza di allargare il proprio orizzonte pensando allo spazio non solo come una dimensione da esplorare, ma come un luogo in cui vivere.

Lo scorso febbraio, dalla piattaforma 39A di Cape Canaveral, la stessa delle missioni Apollo e dello Space Shuttle, una Tesla Roadster del 2008, a bordo del Falcon Heavy è partita dalla Terra alla volta di Marte. Il sud-africano Elon Musk, coronando il suo sogno, ci ha regalato le spettacolari immagini della Tesla rossa che sfreccia nello spazio con al volante Starman, il manichino vestito da astronauta, mentre la radio trasmette le musiche di Bowie e nel cruscotto appare la Guida galattica per autostoppisti.
C’è un elemento che va evidenziato in questo lancio ed è il fatto che il razzo Falcon Heavy, il più potente oggi in circolazione, è riutilizzabile. Significa che, una volta raggiunto Marte con viaggiatori umani, lo stesso razzo potrà poi riportarli indietro. Una tecnologia che abbatte una barriera fino a poco tempo fa invalicabile.

Operando su un altro fronte, Jeff Bezos sta per lanciare i primi viaggi turistici lunari che offriranno ai turisti viaggi orbitali della durata di 11 minuti. Il tutto verrebbe garantito dai razzi New Glenn, ancora più potenti e reattivi del Falcon Heavy di Elon Musk.
Un altro visionario che potrebbe seguire questo filone è Richard Branson, il patron della Virgin, non nuovo a imprese straordinarie, che promette che dal 2020 partiranno viaggi turistici spaziali grazie alla sua Virgin Galactic. Le prenotazioni prepagate sono già 400 (a 200 mila dollari l’una) e la lista di attesa per il primo volo (cento posti) conta 65.000 nomi.

Nel corso degli ultimi anni si è fatta strada l’era dei visionari miliardari, che in poco tempo sono riusciti a rivoluzionare il concetto stesso di “corsa allo spazio”, con l’obiettivo di trasformare i viaggi spaziali in un vero e proprio business. Ma è solo l’inizio. Altri miliardari stanno fiutando l’opportunità, perché presto andare nello spazio sarà come prendere un aereo.

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