Tempo libero

Storia di donne fondamentali per il progresso scientifico

8 marzo, 2018

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La Festa della Donna è sempre una buona occasione per ricordare le donne che hanno contribuito in modo fondamentale al progresso scientifico e culturale del nostro Pianeta. Oggi ricorderemo quelle donne che hanno dedicato la loro vita alla ricerca, facendo scoperte fondamentali per la nostra salute.

Il primo nome che viene in mente è quello di Marie Curie, la prima scienziata a poter insegnare alla Sorbona, ma soprattutto la scopritrice del radio e del polonio. Ha ricevuto ben due premi Nobel, uno per la Medicina e uno per la Chimica, dedicando letteralmente la propria vita alla scienza.

Un percorso simile lo ebbe sua figlia, Irène Joliot-Curie: insieme al marito riuscì a isolare alcuni elementi radioattivi naturali e a effettuare la trasmutazione di boro, alluminio e magnesio in isotopi radioattivi sintetici. Grazie alle sue scoperte vinse un Nobel per la Chimica nel 1935.

Che dire poi di Rita Levi Montalcini? La più grande scienziata italiana, premio Nobel per la Medicina nel 1986, ha scoperto il fattore di crescita della fibra nervosa, rendendo più semplice la comprensione e lo studio di alcune gravi malattie come l’Alzheimer, il Parkinson e il tumore. È stata un esempio per moltissime donne e scienziate, dedicando tutta la sua vita alla ricerca scientifica e alla medicina.

Un’altra vita dedicata alla scienza fu quella di Gertrude Belle Elion, premio Nobel per la Medicina nel 1988. Fu spinta agli studi scientifici dalla morte del nonno per cancro: il suo obiettivo era quello di studiare a fondo questa malattia per trovarne una cura. Riuscì a sviluppare farmaci ancora oggi utilizzati per alcune forme di leucemia, e coordinò lei lo sviluppo dell’AZT, il primo medicinale utilizzato contro l’AIDS. Una vita trascorsa in laboratorio, ma senza che fosse un peso o una condanna: la scienza era la sua più grande passione, insieme ai viaggi e alla buona musica.

Tra le donne scienziate che hanno avuto un ruolo determinante nel progresso scientifico non può mancare l’immunologa francese Francoise Barré-Sinoussi: anche per lei un meritato premio Nobel per la Medicina, vinto per aver scoperto insieme a Luc Montagnier nel 1983 il virus dell’HIV.

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