IF Team

L’evoluzione della fruizione musicale

9 febbraio, 2018
Contributor: michela-calculli-okMichela Calculli

Musica_500x328

Febbraio, in Italia, è il mese della musica: grazie a Sanremo ci si ritrova più spesso a parlare di canzoni, album e cantautori. Ma come è cambiata la fruizione della musica negli ultimi anni? La tecnologia la fa da padrone oppure, come sembra, c’è un ritorno all’antico sapore dell’analogico?

Come si ascolta la musica? Un po’ di dati

Dalla vecchia radio in FM alle web radio tematiche, dal vinile alle app, dai CD alle librerie virtuali, la musica si ascolta in tanti modi diversi e la stessa persona può scegliere differenti modalità di fruizione a seconda dei momenti e delle attività della giornata.

Seconodo IFPI, associazione che raggruppa etichette musicali a livello mondiale, nel 2017 ogni consumatore ha ascoltato musica in media in quattro modalità diverse. Anche se è uno degli strumenti di ascolto più antichi, o forse proprio per quello, l’87% degli utenti utilizza la radio, il 75% usa il video streaming, il 45% l’audio streaming e il 44% compra copie fisiche degli album o paga per scaricarli sui propri dispositivi.

Il quadro appare chiaro: non esiste un modo univoco di fruire la musica. I mezzi a disposizione si sono evoluti e poi si sono “mescolati”, spesso nel medesimo utente (incluso chi sta scrivendo questo post).

Dal tech al vintage e ritorno

Un tempo c’erano i dischi, le radio gigantesche che pochi privilegiati potevano permettersi, poi arrivarono le musicassette, i CD, i lettori mp3 e infine lo streaming, per fare una carrellata rapidissima.

E i video? Quante ore si trascorrevano su MTV in attesa che passasse proprio quel video? Ci voleva tanta pazienza, mentre adesso basta cercare su YouTube per guardare in loop proprio quel video e scoprirne tanti altri.

Oggi la tecnologia mette a disposizione degli utenti un ventaglio di offerte e si può anche decidere di ascoltare gli stessi brani, gli stessi album, gli stessi artisti, in modalità diverse. Su CD o mp3 mentre si è in auto, da PC o smartphone mentre si è al lavoro, oppure comodamente sul divano gustandosi il piacere di un buon vinile.

E i giovanissimi sembrano apprezzare l’idea di avere della musica propria. Sempre secondo IFPI, nel 2017 il 53% dei giovanissimi, tra 13 e 15 anni, ha acquistato della musica. E il 19% di loro ha scelto il vinile.

Perché i dischi in vinile stanno tornando di moda e non si parla soltanto di mercato dell’usato e di collezionisti appassionati. Sono tanti gli astisti che con le loro etichette hanno deciso di fare un viaggio nel passato e di proporre la propria musica in questo formato.

La musica è dunque un prodotto che grazie all’evoluzione tecnologica diventa sempre più versatile e segue l’utente lungo tutta la sua giornata.

Qualche dritta per i prossimi ascolti

Vista questa enorme disponibilità di musica ecco cinque consigli per una fruizione un po’ insolita:

1)    Le playlist per le cene a tema. Vengono a cena dei vecchi amici? Via alla playlist ’70-’80-90, magari organizzata su Spotify (applicazione di audio streaming), a seconda dell’età dei convenuti. La musica in fondo scatena i ricordi più impensabili.

2)    Scoprire nuovi artisti grazie alle web radio. Se si ama un particolare genere musicale, le web radio tematiche possono essere lo strumento perfetto per scoprire nuovi artisti e iniziare a seguirli.

3)    Va dove ti porta l’algoritmo. Si può iniziare con un brano che si ama particolarmente, cercarlo su YouTube e attivare la “riproduzione automatica”, anche in questo caso ci potrebbero essere delle scoperte piacevoli, o spiacevoli, a seconda dei gusti.

4)    La playlist social. Si ha voglia di scoprire nuova musica ma che abbia ottime referenze? Perché non chiedere agli amici sui social? Tutti, o quasi, adorano condividere i propri gusti musicali e i commenti diventano una playlist pronta all’uso.

5)   L’ascolto collettivo. Torniamo al punto di partenza: Sanremo. Sui social network abbiamo la versione 2.0 di quel che accadeva con i primi Festival in TV, quando in pochi possedevano un televisore e mezzo quartiere si presentava per guardare l’evento tutti insieme. Adesso si guarda insieme anche se lontani e si commenta e si discute in diretta, grazie alla tecnologia.

Condividi